Quella che state vedendo è una foto davvero unica, che mi ha gentilmente passato l'amico Alessandro Cresci di WWE Italian Best Fan, super pagina (anche su Instagram e YouTube) con numerosi video spesso in lingua italiana.
Non è una immagine qualunque, è probabilmente l'unica, rarissima testimonianza di una rivalità durata un paio di incontri ma che avrebbe potuto regalare una delle ultime, grandi sfide tra due colossi degli anni 90.
Da una parte, Sid Justice, "l'uomo che cammina sul mondo", un gigante biondo di 2 metri e 4 cm con una espressione fissa da pazzo furioso, famoso per la sua micidiale "powrlerbomb" con cui martirizzava i suoi avversari, costretti spesso ad uscire in barella dal ring.
L'altro ha ben poco bisogno di essere presentato, ma lo farò ugualmente: proveniente da "parti sconosciute", un turbine di colori, una corsa perpetua verso il ring con quei laccetti iconici che ne evidenziavano i muscoli guizzanti e la carica di una locomotiva lanciata senza conducente a 100.000 km/h: l'ex campione del mondo della World Wrestling Federation The Ultimate Warrior.
L'inizio della rivalità - anche se all'epoca probabilmente non era stata nemmeno prevista - va ricercata prima di tutto nel debutto di Sid Justice, avvenuto a SummerSlam del 1991 quando, in veste di arbitro speciale super-partes, aveva diretto il main event, un handicap tag team match con Warrior ed il campione WWF Hulk Hogan contro il "triangolo del terrore" formato da Sgt. Slaughter, Col. Mustafa e Gen. Adnan.
Quell'incontro doveva segnare una sorta di "passaggio di testimone" nelle alte sfere dei "buoni" della WWF: Warrior era entrato in collisione con il boss Vince McMahon per una questione di soldi (e infatti verrà licenziato la sera stessa dell'evento), mentre Hogan, ormai sul viale del tramonto (per McMahon, ma non certo per Hulk e le sue migliaia di estimatori nel mondo), era in cerca di nuovi spazi dove far crescere la sua immagine, in primis Hollywood e la settima arte, il cinema.
E nelle intenzioni di Vince McMahon era proprio così: Sid ha raccontato che, alla luce di un contratto più danaroso per rimanere con Ted Turner e la WCW, il boss della WWF chiese cosa poteva convincere il gigante a tentare il debutto da lui.
"Voglio essere il nuovo Hulk Hogan"
E la risposta di Vince lo spiazzò: "OK!".
Poi, però, le cose andarono diversamente: un infortunio lo tenne fuori dai giochi mentre era in corso una sua rivalità con Jake "The Snake" Roberts e Undertaker (vi ricordate il suo clamoroso match con "El Diablo"?), per tornare solamente alla vigilia della Royal Rumble 1992. Lì, nonostante il tifo dei presenti quella sera alla Knickerbocker Arena, gli fu preferito ancora una volta Hulk Hogan come primo sfidante del titolo vinto da Ric Flair, The Nature Boy.
Così, fu deciso per un cambio di rotta a 180°: Sid sarebbe stato colui che avrebbe posto la parola fine alla Hulkamania, ma non come suo successore, bensì come l'uomo che ne avrebbe decretato il ritiro. Ma nel finale di WrestleMania VIII, in un momento storico, mentre Sid con l'aiuto del manager Harvey Wippleman e del nuovo arrivato Papa Shango stava infliggendo una dura lezione ad Hogan, una musica familiare risuonò per tutta lo Hoosier Dome: Ultimate Warrior era tornato!
Con Hulk fuori dai giochi, era facile intuire che tra Sid Justice e Ultimate Warrior sarebbe scoppiata una delle rivalità più attese e curiose da tanto tempo: chi avrebbe vinto, la forza incontrollabile del Guerriero o la potenza sovrumana del diabolico Sid?
Come sempre, la WWF testò gli scontri tra i due nei vari house show, con il primo che avvenne nella città di Baltimora.
E lì avvene il patatrac.
Ritrovatisi negli spogliatoi per discutere del match, Warrior comunicò al gigante biondo che, una volta subita la sua devastante powerbomb, si sarebbe rialzato ed avrebbe fatto la sua solita routine finale, con vittoria decisiva.
Per Sid uscire dalla sua mossa finale, fino a quel momento "protetta", era una cavolata bella e buona. La sua proposta era che Hellwig uscisse dalla presa, subendo però un braccio teso e poi dopo Warrior avrebbe fatto la sua solita sequenza finale.
La risposta di Warrior lo spiazzò: "no... le stelle hanno detto che Ultimate Warrior deve uscire dalla tua powerbomb".
Una risposta che fece pensare a Sid di essere vittima di uno scherzo o di una candid camera.
Ma era tutto vero.
Dopo aver parlato con un agente venne a conoscenza che l'idea di Warrior era in realtà l'idea di McMahon.
"Ok" - rispose - "stasera lo faccio. Ma domani, a Boston, non ripeterò questo schifo oppure mi vedrete lasciare la compagnia".
Ed alla fine, Sid, costretto ancora una volta a cedere alle richieste del Guerriero, fece le valigie e tornò in WCW.
Ci sono però dei dubbi su questa versione: a quanto pare, infatti, Sid avrebbe dovuto comunque subire uno stop forzato, per via di un test di controllo sull'uso di sostanze illecite andato male.
Non solo, la WWF aveva perso fiducia in lui in quanto poco affidabile: in quel periodo avrebbe avuto inizio la stagione del softball, una delle grandi passioni di Sid, e come al solito il biondo atleta avrebbe trovato una qualche scusa per assentarsi dal lavoro. Lo stesso si poteva dire anche della sua affidabilità sul ring, dove - a quanto pare - spesso e volentieri faceva di testa sua.
Due incontri. Due miseri incontri visti solo da un pugno di gente... e adesso questa foto.
A quanto pare, la WWF non registrò niente di quelle due serate e la speranza che un giorno appaia un video di quei loro scontri appare al momento abbastanza remota.
Ma chissà, forse nell'immenso archivio adesso gestito dalla TKO qualcosa è rimasto, oppure un vecchio fan, entrato di nascosto con la videocamera, si prenderà la briga di riversarlo in digitale e metterlo online.
Fino ad allora, questa foto immortala un momento unico, lo scontro tra due degli ultimi giganti di un wrestling che non esiste più.
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