giovedì 22 ottobre 2026

Lev Jascin

 


Nel corso della sua carriera pluriventennale, Lev Yashin è riuscito ad incutere un terrore reale per gli attaccanti avversari, che si ritrovavano a dover affrontare una vera e propria montagna da scalare per segnare agli avversari.


Perché con quella silhouette nera del suo vestiario e con quella coppola in testa, Lev Yashin era a dir poco ipnotico, tanto da non lasciarti scampo. La sua figura è ancora oggi pervasa da un certo senso di mitologia nelle testimonianze dell'epoca, com'è confermato dal senso di impotenza che Sandro Mazzola percepí mentre lo affrontava dal dischetto.


Poi però emerge il ritratto reale di Lev Yashin come portiere dotato di riflessi felini, dalla completezza assoluta ed indiscussa del suo repertorio, dall'innovativa interpretazione del portiere "libero" e dal un carisma naturale, difficile da eguagliare nella storia del calcio. Ed era anche un vincente nato, com'è dimostrato dai diversi titoli nazionali vinti con la Dinamo Mosca e dai ripetuti successi dell'U.R.S.S. per cui ha messo la firma (tra tutti, l'Oro Olimpico nel 1956 e l'Europeo del 1960).


Dimostrò anche una straordinaria longevità, tanto da aver vinto il Pallone d'Oro nel 1963 a 34 anni, proprio quando molti lo davano per finito dopo il deludente Mondiale del 1962, per poi confermarsi ad altissimi livelli nello splendido Mondiale del 1966, da lui vissuto come miglior portiere della manifestazione a quasi 37 anni.


Lev Yashin è dunque stato un portiere semplicemente leggendario, capace di plasmare un'intera generazione del calcio sovietico e di guidarla verso il punto più alto della sua storia. E l'ha fatto anche fuori dal campo, dato che la sua grande umiltà e la sua altrettanto straordinaria generosità lo trasformarono in un'icona inconfondibile nell'intera storia del calcio.


Il 22 ottobre 1929 nasceva Lev Yashin, il Ragno Nero che ha rappresentato l'apice del calcio sovietico e che per molti si è consacrato come il portiere più forte di tutti i tempi.


Gabriele Gilli ✍🏻

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