A otto anni il bimbo che vedete in foto viene scartato dall'Arsenal perché considerato troppo grassottello e poco atletico.
Suo padre, per dargli questa triste notizia, lo accompagna al parco, gli mette un braccio intorno alle spalle e gli comunica che l'Arsenal non lo vuole più.
Ma lo spinge a non mollare.
Passa al Tottenham, ma inizialmente neppure lì credono in lui.
A 17 anni viene mandato in prestito al Leyton Orient, nella terza divisione inglese.
A 18 finisce al Millwall, dove gioca accanto a uomini che lottano per mantenere le proprie famiglie.
Lì capisce cosa significhi davvero sacrificarsi.
Poi arriva il Norwich, ma un infortunio al piede interrompe quasi subito la sua esperienza.
A 19 anni viene mandato al Leicester, in seconda divisione.
Ma anche lì trova pochissimo spazio.
Così torna al Tottenham.
Continua a lavorare, a sacrificarsi, a credere in se stesso.
Fino a quando arriva la sua occasione.
Il 7 febbraio 2015 affronta l'Arsenal, proprio la squadra che dodici anni prima lo aveva scartato.
Segna una doppietta.
Il Tottenham vince 2-1.
Da quel momento non si ferma più.
Diventa una leggenda del Tottenham, il miglior marcatore della storia della Nazionale inglese e uno dei centravanti più forti che il calcio abbia conosciuto.
Fino alla consacrazione definitiva di ieri sera con la vittoria del Pallone d'Oro.
La storia di Harry Kane è una straordinaria lezione di vita.
Perché il talento conta, ma senza sacrificio, determinazione e forza mentale non si arriva da nessuna parte.
E questo bambino non ha mai smesso di crederci... ❤️
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