Vergogna, Fadlun.
Le tue dichiarazioni di questi giorni non sono solo inaccettabili: sono una ferita aperta contro la memoria della Resistenza e contro chi ha combattuto il nazifascismo.
Hai chiesto all’ANPI di “fare un passo indietro”, di non presentarsi al Ghetto il 16 ottobre, perché secondo te sono “pro-Pal” e non abbastanza servili verso Israele. Hai urlato (o lasciato urlare) “fuori, vergogna” contro i partigiani. Hai trasformato una commemorazione della Shoah in una resa dei conti politica.
Ma chi sei diventato?
Ormai la Comunità ebraica di Roma, sotto la tua guida, sembra più impegnata a difendere a spada tratta il governo Netanyahu – autore di crimini di guerra e di una campagna genocida a Gaza – che a onorare la memoria di chi è stato deportato dai nazisti. Sionisti a oltranza, pronti a cacciare chiunque non alzi la bandiera israeliana e non taccia di fronte ai bombardamenti sui civili.
L’ANPI non è “pro-Hamas”. È antifascista. Ha salvato ebrei, ha combattuto i nazisti, ha difeso la Costituzione. Non deve chiedere il permesso a nessuno per stare in una piazza romana il 16 ottobre. E non deve chinare la testa davanti a chi, invece di ricordare i deportati, usa quella memoria per attaccare chi critica le politiche di un governo israeliano sempre più estremo.
Bastardi non sono i partigiani.
Bastardi sono quelli che trasformano il dolore della Shoah in un’arma politica per giustificare l’ingiustificabile.
L’ANPI aveva tutto il diritto di esserci.
Voi, invece, avete perso ogni pudore.
#ANPI #resistenza #16ottobre #NoAlGenocidio

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