In casa Roma c'è davvero tanta amarezza per la sconfitta maturata contro il Real Madrid di José Mourinho.
La squadra di Gian Piero Gasperini è sicuramente la squadra italiana che può dire di avere non pochi rimpianti per questa giornata di Champions League. Ha di che mangiarsi le mani, perché fino a 10-15 minuti dalla fine aveva fatto una partita ai limiti della perfezione, umiliando tatticamente i Blancos in più di un'occasione.
Se si esclude l'errore fatto da Mario Hermoso nel gol di Kylian Mbappé, la Roma è stata pressoché perfetta. Donyell Malen ha segnato una doppietta memorabile che lo conferma come Super Star dei giallorossi, Rodrigo Mora ha confermato quelle qualità che si erano intraviste in campionato, Paulo Dybala ha lottato come un leone per 45 minuti, Marten De Roon si è ritagliato una soddisfazione impagabile col gol dell'1-0, Matias Soulé ha sfoderato una delle migliori partite della sua carriera (con tanto di due assist), Wesley ha corso senza sosta sulla fascia e tanto, tanto altro di più.
I giallorossi sono stati padroni del campo senza sosta, finché non si è rotto qualcosa. In quei 10 minuti, un po' per la maggior convinzione di un Real Madrid risorto dopo i precedenti 80 sottotono, un po' per pesanti demeriti di una Roma troppo disattenta nei calci piazzati. E se gli errori di Pierluigi Gollini - vice dell'infortunato Svilar - sono stati un tema importante, lo sono a maggior ragione i cambi difensivi di Gasperini, decisamente poco oculati come contromossa alla scelta dei Blancos di ricorrere alla bandierina.
Sarebbe ingeneroso buttare nel cassonetto ogni frammento di grandezza della Roma nei primi 80 minuti, ma è altrettanto corretto sottolineare come questa non sia la prima volta che la Roma viene recuperata in una situazione di doppio vantaggio. Il gruppo sta crescendo intorno alle idee di Gasp, ma manca ancora l'ultimo miglio, ovvero quegli ultimi dettagli che separano questa squadra da una competitività di un certo livello.
Sarà interessante ora osservare quale sarà la reazione della Roma nelle prossime settimane, con gli infortuni di Mile Svilar, Manu Koné e Paulo Dybala da metabolizzare e con una sconfitta bruciante da superare emotivamente.
Chi vivrà, vedrà.
Gabriele Gilli ✍🏻

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