Ce l’hanno fatta.
Sono riusciti a isolare poche immagini di violenze (che vanno sempre condannate, ci mancherebbe pure) per ignorare, cancellare, delegittimare e infangare dieci giorni di proteste e manifestazioni pacifiche e piene di dignità da Sud a Nord, dalla Puglia a Torino, dalla Calabria a Milano (sì, anche a Milano), da un campo di pomodori a una tenda davanti a un’università, da un’autostrada a una piazza, da un camionista di 50 anni che non arriva a fine mese a uno studente di 20 che non può permettersi neppure una casa in affitto.
Succede sempre così.
Isolano dieci, cento teppisti (senza neppure chiedersi chi sono davvero e a nome di chi agiscono) per tappare la bocca a centinaia di migliaia, milioni di studenti, lavoratori, cittadini pacifici e non violenti, la cui voce ancora una volta non sarà ascoltata.
Le violenze vanno condannate sempre, e distruggere una libreria è una violenza non solo abietta ma anche cieca e miope.
Anche marginalizzare le persone, ridurle a carne da macello e poi ignorarne le proteste è una forma di violenza. La più grave e sanguinosa che si possa concepire.
Per questo stavo coi lavoratori e gli studenti ieri, e ci sto a maggior ragione oggi che non è comodo, non è facile.
Ma è semplicemente GIUSTO.
Lorenzo Tosa

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