martedì 20 ottobre 2026

Ma

 


Non c’è nulla da ridere sulla morte di un essere umano.... Mai!!

Qualunque sia il suo credo, la sua religione o il suo modo di vivere la spiritualità, rimane prima di tutto un essere umano.... O ce lo siamo dimenticati?

In questi giorni sto leggendo i commenti sui social riguardo alla tragica disgrazia accaduta a quel sacerdote e sinceramente rimango senza parole... Sempre più convinta di rimanere isolata nel mio angolino di campagna con i miei animali piuttosto che avere a che fare con persone che non sono più umani , ma robot che vivono in una società materialista...

Come può l’essere umano arrivare a strumentalizzare la morte di un altro essere umano, trasformandola in uno spettacolo, in una battuta di cattivo gusto, in un’occasione per deridere e giudicare?

Tutto questo dimostra quanto l’insensibilità stia dilagando nella nostra società, quanto sia diventato facile dimenticare l’umanità di una persona pur di strappare una risata o alimentare una polemica...

Comprendo il paradosso che molti hanno voluto sottolineare: un uomo di Chiesa che perde la vita proprio attraverso una croce, simbolo della sua fede, Comprendo che qualcuno possa trovare questa circostanza assurda o persino paradossale...Ma tra riconoscere un paradosso e ridere della morte di una persona esiste una differenza enorme...

La morte non dovrebbe mai diventare un pretesto per umiliare, deridere o condannare qualcuno che nemmeno conosciamo, 

Io non sono cattolica, ma questo non mi autorizza a giudicare quell’uomo, né a mancare di rispetto al suo credo... Perché riesco a guardare oltre la veste che indossava... Riesco a immaginare l’essere umano che c’era dietro quella tunica...

 un bambino che è cresciuto, un figlio che aveva una madre, un uomo che aveva sogni, emozioni, paure, momenti di gioia e momenti di dolore... Un uomo che proprio come tutti noi, rideva, piangeva e viveva la propria esistenza...

Prima di essere un sacerdote, era una persona,

E questo dovrebbe bastare per ricordarci che la dignità umana non dipende dalla religione che professiamo, dai simboli che veneriamo o dalle idee in cui crediamo...

Eppure, oggi, sembra che per molti conti più l’appartenenza religiosa di una persona della sua stessa umanità... Ci si sofferma superficialmente sul fatto che fosse un prete, sul simbolo attraverso il quale è morto, sul significato che ognuno vuole attribuire a quella tragedia..  E nel frattempo ci si dimentica della cosa più importante...

una vita si è spezzata..

La vita è imprevedibile...

 Nessuno di noi sa cosa lo aspetta domani, né in quali circostanze potrebbe trovarsi, 

 E se un giorno una disgrazia simile capitasse a noi o a qualcuno che amiamo?

 Ci farebbe piacere vedere la nostra sofferenza trasformata in uno spettacolo? Vorremmo leggere commenti ironici sulla nostra morte o su quella di una persona cara?

Potrebbe accadere a chiunque, attraverso un simbolo religioso, una croce, una statuetta di Lucifero, un fiore di loto o qualsiasi altro oggetto a cui qualcuno attribuisce un significato spirituale.

I simboli cambiano... Le credenze cambiano...

 Le religioni cambiano... Ma il dolore di chi perde una persona cara è sempre dolore....😔

 E la morte, quando arriva, non fa distinzioni tra credenti, atei, cattolici, pagani o persone che seguono percorsi spirituali diversi...

La vita è uguale per tutti, e la morte non chiede a nessuno quale Dio abbia pregato...

Forse dovremmo fermarci un momento e riflettere,  In un mondo in cui tutti sembrano avere un’opinione su tutto, abbiamo forse smarrito la capacità più importante cioè quella di provare compassione?

Non siamo obbligati a condividere il credo di qualcuno. . .

Non dobbiamo approvare ogni sua scelta... Possiamo essere critici, avere idee diverse e persino mettere in discussione qualsiasi religione.. Ma nulla di tutto questo ci impedisce di rispettare una vita umana...

Perché il rispetto non significa credere nella stessa cosa, Significa riconoscere nell’altro qualcuno che, proprio come noi, ha vissuto, ha amato, ha sofferto e ha avuto paura...

E poi c’è una domanda ancora più profonda, una domanda che riguarda tutti noi, al di là di ogni fede...

Ma siamo davvero sicuri di sapere cosa ci sia oltre questa vita?

Le religioni, i culti, i rituali e le diverse tradizioni spirituali sono percorsi attraverso i quali l’essere umano cerca risposte, prova a dare un significato all’esistenza e tenta di comprendere ciò che non riesce a spiegare...

Ma la verità ultima? Chi può dire di conoscerla davvero?

Forse crediamo per trovare conforto...Forse cerchiamo simboli per dare un volto alle nostre paure e alle nostre speranze...

Forse esiste qualcosa che ancora non comprendiamo.. Oppure forse siamo semplicemente esseri umani che cercano un senso nell'immensità di ciò che li circonda...

Non lo so... E credo che nessuno dovrebbe avere la presunzione di possedere tutte le risposte...

Ma una cosa la so..

non abbiamo bisogno di conoscere il mistero della morte per imparare a rispettare la vita.!

E se davvero le nostre convinzioni spirituali dovrebbero renderci più consapevoli, più profondi e più umani, allora cominciamo da qui...

dalla compassione, dal rispetto e dalla capacità di non ridere della tragedia altrui, 

Perché, alla fine, al di là di ogni simbolo, di ogni religione e di ogni credo, ciò che dovrebbe unirci è proprio la nostra umanità...

E forse la domanda più importante non è cosa ci aspetti dopo la morte, ma che cosa stiamo diventando noi mentre siamo ancora vivi?

Con questo post mi farò molti nemici lo so ... Ma comprendero chi è ancora con un briciolo di umanità ..

Un abbraccio la vostra Emma 😊

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