(una mia intervista di oggi su La Stampa)
Il 31 luglio, neanche tre mesi fa, alla scadenza dell'iscrizione nazionale per il Corso di Formazione in Medicina Generale, la FIMMG, il sindacato maggioritario, esultava per il boom di iscrizioni che "segna il ritorno di attrattività della medicina generale". 🎉
Queste parole, riprese dalla politica nazionale e regionale, sono subito apparse fuori luogo per chi sa di cosa stiamo parlando ...
Le iscrizioni infatti erano avvenute come doppie iscrizione dove i giovani medici oltre al corso di Medicina Generale si erano iscritti anche al test d'ingresso in specialità. E tutti sapevamo benissimo che una volta entrati in specialità non si sarebbero rivolti alla medicina generale, lavoro oggi con pochissima attrattività.
Assistevamo quindi ad uno spettacolo deprimente, dove si stappava dell'ottimo champagne sul pontile di prima classe del Titanic.
Questo è l'esempio di dove porti una pessima gestione della Sanità Pubblica da parte di politica e sindacati.
Quasi trent'anni fa, quando lo feci io, ad ogni concorso per il corso di Medicina Generale, il rapporto tra domanda e offerta era di 10 a 1. E chi entrava era quasi sempre destinato ad iniziate la mia bellissima professione.
Oggi invece, tra quelli che inizieranno il corso, ci sarà chi abbandonerà, chi sceglierà la specialistica entrando magari l'anno dopo e soprattutto chi si renderà conto, iniziato il lavoro di MMG, che è diventato insostenibile. I giovani medici di famiglia in grado di dare un turnover ai pensionamenti saranno, in termini assoluti, quasi irrilevanti.
Alla luce di queste criticità non vedo oggi un motivo valido per suggerire a uno dei tirocinanti prossimi alla laurea che frequentano il mio studio di abbracciare la mia professione. Cosa che invece ho fatto con entusiasmo per oltre un decennio.
Per attrarre giovani neolaureati bisognerebbe agire su retribuzioni, abolizione del RUAP e burocrazia, MA, opinione personale, siamo ben oltre il tempo massimo e il collasso, ampiamente previsto, della medicina territoriale è già realtà.
L'iceberg si vedeva benissimo, ma chi era alla guida del Titanic, politica a braccetto col sindacato, non ha modificato la rotta ... lo champagne per loro era sempre al freddo e la scialuppa di salvataggio garantita.
Tradotto per i pazienti, ci saranno sempre meno medici di famiglia disponibili e sempre più, come capita già in diverse aree d'Italia, medici a turnazione in case di comunità.
Arriveranno i gettonisti, come già accaduto in Liguria e Friuli. Sono dietro l'angolo in fiduciosa attesa.
Il Titanic si inabisserà e le casse di champagne rimarranno nella stiva probabilmente ancora bevibili quando tra molti decenni verranno forse recuperate.
Chi può si faccia un'assicurazione privata, e lo dico con un senso di frustrazione e impotenza enorme.

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