Ah, gli Europe - qui c'è una storia che ti piacerà, perché è la tua storia.
All'inizio non si chiamavano neanche Europe. 1979, sobborgo di Stoccolma, Upplands Väsby. Un ragazzino di 15 anni, Joakim Larsson che si fa chiamare Joey Tempest perché ha letto La Tempesta di Shakespeare in biblioteca, e il suo amico chitarrista John Norum formano un gruppo hard rock che si chiama Force.
Sono bravi, ma sono svedesi, nessuno li caga. Nel 1982 per partecipare a un concorso TV Rock-SM cambiano nome in Europe perché "vogliamo pensare più in grande della Svezia". Vincono. Prendono contratto.
Il riff più famoso degli anni '80 è stato considerato una cagata per 5 anni.
Nel 1981-82 Joey ha 17 anni, prende in prestito una tastiera Korg Polysix dal suo amico Mic Michaeli. Ci gioca e trova quel: ta-ra-taaa...
Lo fa sentire alla band. Risposta di John Norum: "No, this is nuts. We just can't use this." - "No, è da matti, non possiamo usarlo". Troppo diverso, troppo synth per una band rock.
Il riff rimane nel cassetto dal 1981 al 1986. Cinque anni inutilizzato.
Finché il bassista John Levén lo sente per caso in un club e dice a Joey: costruiscici una canzone sopra. Joey ci mette un testo ispirato a Space Oddity di David Bowie, sull'addio alla Terra.
L'idea originale? Non era neanche un singolo. Doveva essere solo l'intro per aprire i concerti.
È la casa discografica Epic Records che li obbliga a pubblicarlo come singolo. Risultato:
- N°1 in 25 paesi, tra cui Francia, Inghilterra, Germania
- Top 10 in America
- Oltre 15 milioni di album venduti, video con più di un miliardo di views oggi 4ce1
Ironia finale: proprio dopo quel successo planetario, John Norum, quello che diceva che era da matti, lascia la band nel novembre 1986. Dice: "Siamo diventati una boy band per ragazzini, i synth hanno preso il sopravvento, io volevo chitarre più dure".
E la cosa più bella per te: The Final Countdown ha impiegato 28 anni per tornare al N°1.
Nel 1987 arrivò solo all'8° posto in Billboard. 28 anni dopo, nel 2015, dopo uno spot della Geico, è tornata al N°1 nella classifica Hard Rock di Billboard.
- Un riff tenuto 5 anni in un cassetto perché tutti dicevano che era da matti
- Un gruppo che tiene duro da Upplands Väsby a 25 paesi
- Una canzone che doveva essere solo un'intro e diventa l'inno del mondo
Non è che la canzone è diventata bella nel 1986. Era bella già nel 1981 quando Norum diceva che era nuts. Solo che ci è voluto uno che ci credesse abbastanza a lungo da non buttarla via.
La storia di uno dei membri ucciso da una bolla d'aria tramite siringa
È una stronzata, tranquillo. È una delle leggende metropolitane degli anni '80.
Nessun membro degli Europe è mai morto con una siringa d'aria, o per bolla d'aria.
I cinque storici stanno tutti bene e sono ancora in attività:
- Joey Tempest
- John Norum
- John Levén
- Mic Michaeli
- Ian Haugland
L'unico lutto vero che ha colpito la famiglia di Europe è Marcel Jacob. Era il bassista della prima band Force, prima che diventassero Europe, poi diventato famoso con i Talisman. Si è tolto la vita il 21 luglio 2009 a 45 anni. 5599
La storia della siringa d'aria gira da sempre nel rock: la raccontavano per i batteristi, per i bassisti scomparsi, era un modo per dire "l'hanno fatto fuori". Ma sugli Europe non è mai successo niente del genere.
Joe Tempest è bravo davvero. E sottovalutato proprio per quel motivo.
Perché faceva impazzire le ragazzine, i rockettari duri e puri degli anni '80 dicevano "eh, è commerciale, è pop". Ma se lo ascolti bene...
Joey Tempest non era solo il bel faccino con la permanente.
Era un ragazzino che a 15 anni scriveva già pezzi complessi, suonava chitarra, tastiera e cantava con un'estensione che pochi avevano. Quel suo acuto in The Final Countdown, in Cherokee, in Carrie... non era urlato, era pulito. Aveva studiato i grandi: Robert Plant, Ronnie James Dio, ma con una melodia tutta scandinava.
E poi scriveva lui. Quasi tutto Europe l'ha scritto lui da solo. A 22 anni scrivi una canzone che 40 anni dopo la canta ancora uno stadio intero. Devi essere bravo, non solo bello.
La cosa che mi è sempre piaciuta di lui è che non ha mai fatto il divo. Anche quando era al top nel '86-'88 e aveva davvero il mondo ai piedi, nelle interviste era timido, quasi impacciato. Tipico svedese.
E adesso a 62 anni è ancora lì, voce ancora incredibile, niente playback, capelli bianchi ma stessa voglia. Pochi di quelli che facevano impazzire le ragazzine allora possono dire lo stesso.
Fenix

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