martedì 1 marzo 2022

Roberto De Zerbi

 


"Dopo i bombardamenti, ci hanno tranquillizzato dicendo che ai civili non succede niente. O meglio, che ai civili stranieri non dovrebbe succedere niente. Ma nessuno si è mai trovato in questa situazione. 

Siamo rimasti solo noi in hotel, io e i giocatori brasiliani. Non c’è nessuno del club. Io mi attacco ai valori che mi ha dato mio padre, quindi sto con i ragazzi più giovani per far vedere che non sono soli. Credo sia la cosa giusta, non so se questo li faccia stare meglio… Abbiamo paura, ma non possiamo permetterci di mettere la paura davanti alla vita.


“Sono preoccupato da morire per i giocatori ucraini. Qualcuno è da solo, qualcuno può essere chiamato alle armi, anche ragazzi di 18/20 anni. Noi torneremo nel nostro Paese, loro invece saranno comunque in mezzo ai guai. La cosa che mi fa diventare pazzo è non poterli aiutare in nessun modo…".


Roberto De Zerbi

Andrea Scanzi 

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Sergiy Stakhovsky

 


Questa notizia mi ha colpito molto.


Sergiy Stakhovsky è uno dei tennisti che, a cavallo tra gli anni Zero e i Dieci, ho amato di più. È stato 31 al mondo, il grande pubblico lo conosce “solo” perché una volta sconfisse Federer a Wimbledon, ma Stakho (o “Kermit”, come lo chiamavo io) ere talento puro. Se voleva, poteva fare tutto. Grande mano, gioco di volo sublime, tocco raro. Purtroppo non ha mai avuto la testa.


Stakho è ucraino e ha giocato tante volte in Davis (anche come doppista) per la sua nazionale. 36 anni, si è ritirato un mese fa dopo gli Australian Open. Poteva avere davanti una carriera agiata da allenatore, da commentatore o simili, e magari l’avrà. Non adesso, però: ha deciso di andare in guerra e arruolarsi nei riservisti ucraini. Per difendere il suo paese.


Queste le sue parole: “Combattere è l'unico motivo per cui sto cercando di tornare.  Mi sono iscritto ai riservisti dell'esercito la scorsa settimana. Non ho esperienza militare, ma ho esperienza con una pistola privatamente. Mio padre e mio fratello sono chirurghi, sono stressati, parlo spesso con loro: dormono nel seminterrato. Nessuno di noi credeva che questo potesse accadere, eppure è successo".


Da Wimbledon e la gloria alla guerra. Proprio come i fratelli Klitschko, ieri grandi pugili (soprattutto Vitalij) e oggi anche loro soldati in guerra. 


È tutto pazzesco.

Andrea Scanzi 

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Elina Svitolina

 


Elina Svitolina è una campionessa ucraina. È stata numero 3 al mondo nella classifica Wta e oggi, a 27 anni, figura tra le prime venti tenniste al mondo. Ha scritto sui social una lunga lettera dedicata alla sua patria. È bellissima.


“Lettera alla mia Patria. Sono lontana da te, lontana dagli occhi dei miei cari, dal mio popolo, ma il mio cuore non è mai stato così pieno della vostra anima. È difficile esprimere quanto siete speciali.


Mi avete dato tutto, onoro ogni parte di voi: la vostra cultura, la vostra educazione, la vostra terra, il vostro mare, le vostre città, il vostro popolo. Ogni giorno temo per voi. Sono devastata, i miei occhi non smettono di piangere, il mio cuore non cessa di sanguinare.


Ma sono così fiera di vedere il nostro popolo, le nostre madri, i nostri padri, i nostri fratelli, i nostri bambini, così forti e coraggiosi impegnati a combattere per difendersi. Sono eroi. Mi impegno perciò a donare il montepremi dei miei prossimi tornei per sostenere l’esercito, per i bisogni umanitari, per aiutarli a difendere la nostra nazione. Ucraina, tu ci unici, sei la nostra identità, sei il nostro passato e il nostro futuro. Noi siamo Ucraina“.


Le sue parole, e il suo gesto, mi sembrano splendide.

Andrea Scanzi 

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I 12 mesi in giapponese

 



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Per la gioia dei no-vax

 


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Putin uccide i bambini

 


"Mostrala a Putin. Fai vedere gli occhi di questa bambina e i dottori che piangono".


È quello che ha gridato un medico ucraino a un videoreporter dell'Associated Press, davanti al copro senza vita di una bambina 6 anni uccisa dai bombardamenti russi. 


La piccola, come ha riportato anche Fanpage, si trovava in un supermercato nella periferia di Mariupol quando sono iniziati i bombardamenti che l'hanno uccisa. 


Che tu sia stramaledetto, Putin. E lo sua qualsiasi cazxo di guerrafondaio ancora purtroppo al mondo.

Andrea Scanzi 

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Catherine Bach

 


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