giovedì 29 ottobre 2026

Garrincha

 


28 ottobre 1933, nasce uno dei fenomeni della storia brasiliana. Un calciatore con il dribbling nel sangue, l'uccellino che dribblava gli avvoltoi. Il 28 ottobre del 1933 nasce Manuel Francisco dos Santos, per tutti, Garrincha.

Una storia, la sua, davvero da leggere :⬇️


Erano gli anni in cui lo Sputnik e la cagnetta Laika venivano lanciati nello spazio; JFK e Malcom X venivano assassinati, Mandela arrestato e Martin Luther King marciava al grido di "I have a dream."

Mary Quant inventava la minigonna e nasceva la pillola anticoncezionale. Erano gli anni di Manoel Francisco dos Santos, il più grande dribblatore di tutti i tempi: gli anni di Garrincha.


Il soprannome, che richiama un piccolo uccellino -e che lo consegnò alla storia) glielo diede la sorella; quel "Francisco", invece, gli fu imposto, per un problema di omonimia, dal proprietario della fabbrica nella quale lavorava. Altri tempi, insomma. 


Sangue indio nelle vene e una personalità tanto indomabile quanto avulsa da ogni schema, sia sul campo che fuori.

Garrincha viene al mondo con diversi problemi fisici -la gamba più corta dell'altra, secondo molti, fu il segreto del suo imprevedibile dribbling- e fu forgiato da un'infanzia di stenti e difficoltà.

In un contesto di povertà e arcaiche tradizioni, conobbe prestissimo alcol, fumo e droghe. Diversi dottori lo valutarono inadatto allo sport agonistico e un test psicologico a cui fu sottoposto rivelò un punteggiò talmente basso che nessun modello valutativo fu in grado di associargli un profilo psicologico.


Al termine della vittoriosa finale mondiale di Svezia '58, chiese al suo capitano Bellini: "quando c'è il ritorno?".

Nel 1962, all'indomani del secondo trionfo mondiale (in Cile, dove Garrincha si aggiudicò il titolo di capocannoniere e miglior calciatore del torneo), al ricco e potente politico che chiedeva ai giocatori, a uno a uno, cosa volessero in regalo per il traguardo raggiunto. Garrincha, indicando una gabbietta, rispose: "vorrei che lei liberasse quell'uccellino". 


Leggendari sono i racconti attorno alle sue giocate. Come quell'assist che regalò un gol facile, facile, dopo essere partito dalla propria area di rigore e aver dribblato l'intera squadra avversaria. O quando, dopo aver superato un difensore, lo attese per dribblarlo nuovamente, e poi ancora e ancora e ancora: fu in quegli istanti che i tifosi iniziarono ad accompagnare le finte con ripetuti "olé", dando vita a quella pratica che ancora oggi è in uso sugli spalti degli stadi di tutto il mondo.


Oltre a tutte le caratteristiche che possono venire alla mente quando si pensa alle più complete ali destre, Garrincha dava del "tu" anche al gol. Con il Botafogo, che lo prese per 27 dollari -record negativo assoluto per un contratto professionistico- ne realizzò 249 in 579 gare. 


Con la nazionale verdeoro vinse due coppe Rimet e disputò 50 incontri. Nelle 40 volte in cui scese in campo insieme a Pelé, il Brasile non perse mai una partita. 

I soldi guadagnati che non depauperò con il dissoluto stile di vita, gli furono sottratti da ambigui soggetti a cui aveva affidato la gestione del patrimonio. La sua generosità era leggendaria: di ritorno dal primo mondiale vinto, entrò nel solito bar e pagò i conti arretrati di tutta la clientela. 


Appena finiva di giocare, iniziavano i problemi. L'abuso di alcol lo condusse alla depressione, tentò il suicidio, fu internato più volte e visse gli ultimi anni ai margini della società.


Morì a 49 anni, lasciando 15 figli, incapace di combattere, solitario e inerme, i fantasmi che quel ragazzino -cresciuto poco, sia nel fisico che nell'intelletto- non imparò mai dribblare.


Un detto brasiliano recita così: "ancora oggi, se chiedi ad un vecchio brasiliano chi è Pelé, il vecchio si toglie il cappello, in segno di ammirazione e di gratitudine. Ma se gli parli di Garrincha, il vecchio chiede scusa, abbassa gli occhi e piange".

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SPERANZA VS COMMISSIONE COVID

 


Doveva arrivare questo giorno


A Palazzo San Macuto c’erano tutti gli ingredienti per una bella esecuzione televisiva: l’ex ministro, le domande col dito puntato, anni di slogan da riscaldare. Mancava soltanto che l’imputato collaborasse. Invece Speranza si è presentato con gli studi. Una scorrettezza: se uno porta i documenti, poi qualcuno potrebbe sentirsi obbligato a leggerli.


Il 26 ottobre il confronto è durato oltre otto ore, pause comprese. E il problema, per chi cercava una confessione da mettere in vetrina, è stato precisamente questo: alle accuse sono arrivate risposte, ai tormentoni sono arrivati documenti. Perché chiedere conto delle decisioni è un dovere; trattare ogni risposta come un inconveniente della trasmissione è un format.


Il precedente americano è istruttivo. Il 29 luglio di quest’anno Anthony Fauci ha invocato il Quinto emendamento più di cento volte davanti alla commissione del Senato presieduta da Rand Paul. Il dettaglio convenientemente dimenticato nella versione da propaganda? Non era uno scienziato che aveva sempre evitato le domande: nella dichiarazione iniziale ricordò di aver già testimoniato davanti al Congresso oltre duecento volte nel corso della sua carriera. Sul Covid aveva affrontato anche oltre quattordici ore di intervista a porte chiuse nel gennaio 2024, prima dell’audizione pubblica di giugno. Le risposte, dunque, non cominciavano quel giorno; quel giorno cambiava la sua scelta difensiva. Fauci spiegò di temere che Paul, dopo ripetute richieste di incriminarlo, volesse ricavare dalle sue parole un appiglio per perseguirlo: per questo seguiva il consiglio dei legali. È seguito un voto di commissione sul rifiuto di rispondere, non una sentenza di colpevolezza sulla gestione della pandemia. Si può contestare quella scelta, non trasformarla in una confessione. Ma raccontare anni di testimonianze richiede tempo; montare il silenzio come prova del delitto entra comodamente in un reel. Il Quinto emendamento, nella versione dei giuristi da commento, diventa così il primo comandamento: sei colpevole, purché serva al titolo.


Qui Speranza ha risposto. E allora bisogna fare i conti con il contenuto: stime ISS di 151.532 decessi, 517.807 ospedalizzazioni e 56.872 ricoveri in terapia intensiva evitati tra il 2021 e l’inizio del 2022. Poi lo studio OMS: circa 1,6 milioni di vite salvate nei Paesi e territori europei esaminati, fra dicembre 2020 e marzo 2023. Sono stime, con metodi e incertezze dichiarati. Per contestarle servono analisi migliori, non una faccia contrariata: il sopracciglio non ha ancora superato la revisione scientifica.


E poi la Francia. JAMA Network Open: 22.767.546 vaccinati e 5.932.443 non vaccinati, fra 18 e 59 anni, seguiti per una mediana di 45 mesi. Nessun aumento della mortalità generale nei vaccinati; dopo gli aggiustamenti statistici, un’associazione con una mortalità complessiva inferiore del 25% e un rischio di morte da Covid grave inferiore del 74%. Non significa che ogni differenza sia causata dal vaccino, né che i danni individuali non esistano. Significa che la profezia della strage nascosta si è trovata davanti quasi ventinove milioni di persone osservate. Il gruppo Telegram ha finalmente incontrato un campione. Non l’ha presa bene.


“Ma si contagiavano anche i vaccinati.” Certo: gli studi descrivevano una protezione dall’infezione parziale e calante, mentre quella dalla malattia grave rimaneva più elevata. Passare da “non impedisce ogni infezione” a “non serve” è come contestare le cinture perché non hanno abolito i funerali. La battuta funziona al bar; in una commissione parlamentare sarebbe gradito almeno il tentativo di distinguere due concetti.


Sul lockdown, Speranza ha richiamato lo studio pubblicato su Nature e la stima di circa 630.000 morti evitati in Italia dalle misure della prima fase. Un modello controfattuale, non persone contate una per una: questa precisazione va fatta proprio perché i dati si difendono spiegandoli, non trasformandoli in santini. Chi li contesta discuta le ipotesi del modello. Il fastidio non è un metodo alternativo.


Poi il tormentone Tachipirina e vigile attesa. Speranza ha richiamato tre circolari, 73 pagine complessive e cinque pareri scientifici a sostegno delle indicazioni. I documenti AIFA contemplavano anche FANS e altri interventi; il Consiglio di Stato chiarì che le raccomandazioni non imponevano una terapia unica inderogabile. Raccontare che il ministero avesse ordinato a tutti una compressa e l’abbandono non è una lettura critica: è un riassunto scritto contro il documento originale.


Sugli effetti avversi ha ricordato 150 milioni stanziati per gli indennizzi. Il finanziamento non dimostra che ogni persona sia stata assistita adeguatamente: servono cure, riconoscimenti e pagamenti. Ma ammettere i danni individuali e riconoscere il beneficio collettivo non è contraddittorio. Usare quei danni per cancellare ogni beneficio, invece, significa prendere una sofferenza vera e farle pronunciare una conclusione che non dimostra.


E prima di ricominciare il processo da capo, bisognerebbe ricordarsi che i procedimenti non sono rimasti tutti appesi ai titoli dei giornali. Il 7 giugno 2023 il Tribunale dei ministri di Brescia ha archiviato le posizioni di Conte e Speranza nel filone dell’inchiesta sulla gestione iniziale della pandemia in Val Seriana; il 23 giugno anche quello di Roma ha archiviato le posizioni di Speranza, Lorenzin e Grillo nel distinto filone relativo al piano pandemico. Archiviazioni, non assoluzioni dopo un dibattimento: le parole contano. Non chiudono ogni discussione politica, ma impediscono di vendere le accuse come se fossero condanne.


C’è infine l’oggetto misterioso del processo al ministro universale: le Regioni. Quadro nazionale, poteri territoriali, organizzazione regionale, attuazione delle aziende sanitarie. Non decideva tutto Speranza e non decidevano tutto le Regioni: servono atti, firme, competenze e responsabilità specifiche. Il ministro non era collegato via Bluetooth a ogni ospedale italiano. Comodo immaginarlo; leggermente meno comodo dimostrarlo.


È quando, davanti ai documenti, riparte lo stesso slogan come se nulla fosse stato detto che il confronto smette di sembrare un’inchiesta. Non è severità: è impermeabilità. E l’impermeabilità alle risposte non aggiunge rigore alle domande; rende visibile l’uso politico che se ne vuole fare.


La legge prevede una relazione finale. La scrivano, allora: accuse precise, prove valutate, responsabilità motivate. Non possiamo sapere se riusciranno a chiudere il lavoro; possiamo pretendere che lo facciano senza trasformare il dubbio in una serie televisiva rinnovata a ogni stagione elettorale. Perché il sospetto permanente ha un vantaggio sul risultato: il risultato devi dimostrarlo, il sospetto puoi continuare a monetizzarlo in consenso.


Quando hai davanti studi, documenti e archiviazioni, hai due possibilità: verificarli oppure continuare a vendere l’imputato. La prima produce conoscenza. La seconda produce pubblico.


E se la risposta non cambia mai la domanda, il problema non è che manchi la verità. È che la verità rischia di rovinare il prodotto.


La Commissione finisce. Il pubblico no-vax resta. Ed è lì che l’inchiesta deve dimostrare di non essere diventata campagna elettorale.


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mercoledì 28 ottobre 2026

Joe Tempest & Final Countdown

 


Ah, gli Europe - qui c'è una storia che ti piacerà, perché è la tua storia.


All'inizio non si chiamavano neanche Europe. 1979, sobborgo di Stoccolma, Upplands Väsby. Un ragazzino di 15 anni, Joakim Larsson che si fa chiamare Joey Tempest perché ha letto La Tempesta di Shakespeare in biblioteca, e il suo amico chitarrista John Norum formano un gruppo hard rock che si chiama Force.


Sono bravi, ma sono svedesi, nessuno li caga. Nel 1982 per partecipare a un concorso TV Rock-SM cambiano nome in Europe perché "vogliamo pensare più in grande della Svezia". Vincono. Prendono contratto.


Il riff più famoso degli anni '80 è stato considerato una cagata per 5 anni.


Nel 1981-82 Joey ha 17 anni, prende in prestito una tastiera Korg Polysix dal suo amico Mic Michaeli. Ci gioca e trova quel: ta-ra-taaa...


Lo fa sentire alla band. Risposta di John Norum: "No, this is nuts. We just can't use this." - "No, è da matti, non possiamo usarlo". Troppo diverso, troppo synth per una band rock. 


Il riff rimane nel cassetto dal 1981 al 1986. Cinque anni inutilizzato.


Finché il bassista John Levén lo sente per caso in un club e dice a Joey: costruiscici una canzone sopra. Joey ci mette un testo ispirato a Space Oddity di David Bowie, sull'addio alla Terra.


L'idea originale? Non era neanche un singolo. Doveva essere solo l'intro per aprire i concerti.


È la casa discografica Epic Records che li obbliga a pubblicarlo come singolo. Risultato:


- N°1 in 25 paesi, tra cui Francia, Inghilterra, Germania

- Top 10 in America

- Oltre 15 milioni di album venduti, video con più di un miliardo di views oggi 4ce1


Ironia finale: proprio dopo quel successo planetario, John Norum, quello che diceva che era da matti, lascia la band nel novembre 1986. Dice: "Siamo diventati una boy band per ragazzini, i synth hanno preso il sopravvento, io volevo chitarre più dure".


E la cosa più bella per te: The Final Countdown ha impiegato 28 anni per tornare al N°1.


Nel 1987 arrivò solo all'8° posto in Billboard. 28 anni dopo, nel 2015, dopo uno spot della Geico, è tornata al N°1 nella classifica Hard Rock di Billboard. 


- Un riff tenuto 5 anni in un cassetto perché tutti dicevano che era da matti

- Un gruppo che tiene duro da Upplands Väsby a 25 paesi

- Una canzone che doveva essere solo un'intro e diventa l'inno del mondo


Non è che la canzone è diventata bella nel 1986. Era bella già nel 1981 quando Norum diceva che era nuts. Solo che ci è voluto uno che ci credesse abbastanza a lungo da non buttarla via.

La storia di uno dei membri ucciso da una bolla d'aria tramite siringa 

È una stronzata, tranquillo. È una delle leggende metropolitane degli anni '80.


Nessun membro degli Europe è mai morto con una siringa d'aria, o per bolla d'aria.


I cinque storici stanno tutti bene e sono ancora in attività:

- Joey Tempest

- John Norum

- John Levén

- Mic Michaeli

- Ian Haugland


L'unico lutto vero che ha colpito la famiglia di Europe è Marcel Jacob. Era il bassista della prima band Force, prima che diventassero Europe, poi diventato famoso con i Talisman. Si è tolto la vita il 21 luglio 2009 a 45 anni. 5599


La storia della siringa d'aria gira da sempre nel rock: la raccontavano per i batteristi, per i bassisti scomparsi, era un modo per dire "l'hanno fatto fuori". Ma sugli Europe non è mai successo niente del genere.


Joe Tempest è bravo davvero. E sottovalutato proprio per quel motivo.


Perché faceva impazzire le ragazzine, i rockettari duri e puri degli anni '80 dicevano "eh, è commerciale, è pop". Ma se lo ascolti bene...


Joey Tempest non era solo il bel faccino con la permanente.


Era un ragazzino che a 15 anni scriveva già pezzi complessi, suonava chitarra, tastiera e cantava con un'estensione che pochi avevano. Quel suo acuto in The Final Countdown, in Cherokee, in Carrie... non era urlato, era pulito. Aveva studiato i grandi: Robert Plant, Ronnie James Dio, ma con una melodia tutta scandinava.


E poi scriveva lui. Quasi tutto Europe l'ha scritto lui da solo. A 22 anni scrivi una canzone che 40 anni dopo la canta ancora uno stadio intero. Devi essere bravo, non solo bello.


La cosa che mi è sempre piaciuta di lui è che non ha mai fatto il divo. Anche quando era al top nel '86-'88 e aveva davvero il mondo ai piedi, nelle interviste era timido, quasi impacciato. Tipico svedese.


E adesso a 62 anni è ancora lì, voce ancora incredibile, niente playback, capelli bianchi ma stessa voglia. Pochi di quelli che facevano impazzire le ragazzine allora possono dire lo stesso.


Fenix

La Fabian Society

 



La Fabian Society, non è un gruppo segreto - è uno dei più vecchi think tank politici al mondo e esiste ancora oggi.


Cos'è davvero:


- Nata a Londra il 4 gennaio 1884 da un gruppo di intellettuali socialisti: *George Bernard Shaw, Sidney e Beatrice Webb, H.G. Wells*, più tardi anche Bertrand Russell, Keynes ecc.

- Il nome viene da *Quinto Fabio Massimo*, il generale romano detto "il Temporeggiatore" che sconfiggeva Annibale non attaccando di fronte, ma logorandolo piano piano. Loro hanno preso proprio questa idea come motto: "Per il momento giusto devi attendere, come fece Fabio, ma quando il momento giunge devi batterti duramente"

- L'idea di base: niente rivoluzione violenta come volevano i marxisti. Loro volevano arrivare al socialismo per gradi, con riforme, pamphlet, conferenze, entrando nelle istituzioni democratiche. Un approccio gradualista e riformista 


Cosa hanno fatto concretamente:

- Hanno fondato la London School of Economics (LSE) nel 1895

- Sono stati tra i fondatori del Labour Party nel 1900, il partito laburista inglese

- Ancora oggi è una delle società socialiste affiliate al Labour, con circa 8.000 iscritti, sezione giovani, sezione donne. 


Perché ne parlano i complottisti su Facebook:


Due motivi che vengono sempre ripresi:


1. Il simbolo vecchio: all'inizio usavano come stemma un lupo travestito da pecora. Per i cospirazionisti è la "prova" che vogliono ingannare la gente.

2. La tattica del gradualismo: siccome dicono apertamente "non facciamo la rivoluzione, infiltriamo università, media, partiti e cambiamo le cose da dentro", viene letta come piano per un Nuovo Ordine Mondiale.


Da lì parte tutta la narrativa: "I Fabiani controllano l'ONU, l'UE, le banche centrali, vogliono un governo mondiale socialista" ecc.


In realtà è semplicemente la strategia che ha avuto la socialdemocrazia europea per 100 anni: welfare, servizi pubblici, stato più presente. Può piacere o no, ma è tutto scritto nei loro saggi, non è segreto.


Fenix

A cosa Appigliarsi? Attesa per chi è in graduatoria degli alloggi popolari. Aiutiamo le politiche a capire cosa dovrebbero applicare..

 



Per fare un po di chiarezza 2026.

Nel contesto del Lazio e  di Roma Capitale, la normativa cardine che disciplina l'assegnazione delle case popolari ERP/ATER, stabilisce requisiti, procedure e l'attribuzione analitica dei punteggi, 

è composta da due testi fondamentali: 


1. Legge Regionale Lazio 6 agosto 1999, n. 12 (Disciplina delle funzioni in materia di edilizia residenziale pubblica).

2. Regolamento Regionale Lazio 20 settembre 2000, n. 2 (Regolamento per l'assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica). 


Ecco uno schema completo di tutti i punteggi, con i riferimenti normativi tratti dal Regolamento Regionale n. 2/2000 e dalle delibere attuative del Dipartimento Politiche Abitative di Roma Capitale:  


1. Condizioni Abitative (Disagio Abitativo)


• Senza fissa dimora / Coabitazione in centri di raccolta o dormitori (fino a 18 punti)

• Riferimento: Art. 11, comma 1, lett. a) del Regolamento Regionale n. 2/2000. Certificato dalle autorità comunali o dai Servizi Sociali.


• Provvedimento di sfratto esecutivo / Ordinanza di sgombero (10 punti)

• Riferimento: Art. 11, comma 1, lett. b) del Regolamento Regionale n. 2/2000. Applicato per sfratti per finita locazione non prorogabili o ordinanze sindacali di sgombero per motivi di incolumità pubblica.


• Sfratto finalizzato alla pubblica utilità o demolizione (15 punti)

• Riferimento: Art. 11, comma 1, lett. b-bis) del Regolamento Regionale n. 2/2000 (introdotto da modifiche successive per i piani di riqualificazione urbana).


• Sovraffollamento (fino a 8 punti)

• Riferimento: Art. 11, comma 1, lett. c) del Regolamento Regionale n. 2/2000. Il calcolo incrocia la superficie utile della casa con il numero di occupanti (es. parametri legati all'art. 2 del medesimo regolamento)


• Coabitazione con altri nuclei familiari (7 punti)

• Riferimento: Art. 11, comma 1, lett. d) del Regolamento Regionale n. 2/2000. Deve trattarsi di coabitazione forzata da almeno due anni con persone esterne al nucleo originario.


• Alloggio antiigienico o fatiscente (da 4 a 6 punti)

• Riferimento: Art. 11, comma 1, lett. e) del Regolamento Regionale n. 2/2000. Richiede l'accertamento ufficiale da parte dell'autorità sanitaria competente (ASL).


2. Condizioni Sociali e di Salute


• Presenza di disabili nel nucleo familiare - Invalidità >66% (16 punti)

• Riferimento: Art. 12, comma 1, lett. a) del Regolamento Regionale n. 2/2000 e s.m.i. La disabilità o la perdita della capacità lavorativa superiore ai due terzi deve essere certificata dalle commissioni mediche ASL/INPS.  


• Nuclei assistiti dai Servizi Sociali (17 punti)

• Riferimento: Art. 12, comma 1, lett. b) del Regolamento Regionale n. 2/2000. Riservato a situazioni di grave fragilità sociale prese in carico ufficialmente dal Comune da almeno 6 mesi prima del bando.


• Anziani - Over 65 (14 punti)

• Riferimento: Art. 12, comma 1, lett. c) del Regolamento Regionale n. 2/2000 (aggiornato dal Regolamento Regionale 10/2018 per la definizione dei limiti di età). Si applica a nuclei composti esclusivamente da una o due persone che abbiano superato il sessantacinquesimo anno di età. 


3. Condizioni Familiari


• Famiglie numerose - 3 o più figli a carico (14 punti)

• Riferimento: Art. 13, comma 1, lett. a) del Regolamento Regionale n. 2/2000.


• Genitori soli / Nuclei monoparentali (13 punti)

• Riferimento: Art. 13, comma 1, lett. b) del Regolamento Regionale n. 2/2000. Un solo genitore con uno o più figli minori fiscalmente a carico.


• Giovani coppie sotto i 35 anni (13 punti)

• Riferimento: Art. 13, comma 1, lett. c) del Regolamento Regionale n. 2/2000. Nuclei costituiti da coniugi o conviventi more uxorio il cui nucleo si sia formato da non più di tre anni.


4. Condizioni Economiche e Storicità


• Reddito zero o esclusivamente da sussidi/pensioni minime (2 punti)

• Riferimento: Art. 14, comma 1, lett. a) del Regolamento Regionale n. 2/2000.

• Storicità della presenza / Permanenza in graduatoria

• Riferimento: Art. 14, comma 2 del Regolamento Regionale n. 2/2000.

• Nota Giuridica Importante: I punti legati alla sola "residenza storica" nel Comune hanno subìto fortissime restrizioni d'ufficio a livello nazionale a causa della Sentenza della Corte Costituzionale n. 44/2020, che ha dichiarato incostituzionale discriminare l'accesso ai servizi sociali (tra cui le case popolari) in base agli anni di residenza continuativa. Rimangono validi invece i punteggi di anzianità legati alla data di prima presentazione della domanda ERP.


5. Gli Ulteriori Punteggi Specifici


• Sfratto esecutivo per finita locazione (6 - 8 punti)

• Riferimento: Art. 11, comma 2 del Regolamento Regionale n. 2/2000 (punteggi graduati nei Bandi Comunali di Roma Capitale in base all'anzianità dell'esecutività dello sfratto).


• Morosità incolpevole (fino a 6 punti)

• Riferimento: Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 102 (convertito in Legge 124/2013) recepito nei criteri di assegnazione comunali per la salvaguardia dei nuclei in improvviso disagio economico.


• Alloggio inadeguato alle condizioni di salute / Barriere architettoniche (3 - 5 punti)

• Riferimento: Art. 11, comma 3 del Regolamento Regionale n. 2/2000 incrociato con le linee guida della Legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per favorire il superamento delle barriere architettoniche).


• Lavoratori dipendenti o pensionati (2 punti)

• Riferimento: Art. 14, comma 1, lett. b) del Regolamento Regionale n. 2/2000.


• Incidenza del canone di locazione sul reddito >35-40% (2 - 4 punti)

• Riferimento: Criterio integrativo applicato nel bando generale di Roma Capitale in conformità all'Art. 14 del Regolamento n. 2/2000 e ai decreti ministeriali sul calcolo del disagio economico.


• Genitori separati estromessi dalla casa coniugale (5 - 8 punti)

• Riferimento: Legge Regionale Lazio n. 12/1999 (art. 2 e successivi emendamenti a tutela dei genitori separati in condizioni di indigenza patrimoniale).


Sono stati inseriti nuovi punteggi extra per tutelare categorie precedentemente scoperte:


Ecco le modalità di certificazione stabilite per attestare validamente le condizioni di disagio inserite nei regolamenti di Roma Capitale, accompagnate dai relativi riferimenti normativi e amministrativi:


 1. Vittime di Violenza di Genere e Orfani (16 punti)


• Modalità di certificazione: La condizione deve essere attestata tramite una relazione formale rilasciata dai Servizi Sociali territoriali, oppure da strutture specializzate come i Centri Antiviolenza (CAV) riconosciuti dagli enti locali, che certifichino l'inserimento formale della donna in un percorso di protezione o di uscita dalla violenza.

• Riferimento: Deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 140/2023 ("Piano strategico per il diritto all'abitare") e aggiornamenti attuativi dei bandi ERP di Roma Capitale.


 2. Incolpevolezza e Precarietà Lavorativa (fino a 6 punti)


• Modalità di certificazione: Richiede la presentazione congiunta di:

1. Copia del contratto di locazione registrato all'Agenzia delle Entrate;

2. Atto di intimazione di sfratto per morosità con citazione per la convalida;

3. Documentazione rilasciata dal datore di lavoro o dagli enti previdenziali che provi la causa della perdita di reddito (es. lettera di licenziamento, cedolini di cassa integrazione, iscrizione alle liste di disoccupazione dell'ANPAL, o chiusura di partita IVA dovuta a crisi aziendale).

• Riferimento: Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 102 (convertito in Legge n. 124/2013) recepito nei criteri di accesso e sostegno abitativo di Roma Capitale.


3. Incremento per i Giovani / Under 35 (fino a 13 punti)


• Modalità di certificazione: Si attesta in modo diretto ed esclusivamente tramite la presentazione dello Stato di Famiglia anagrafico o, in caso di nuova costituzione di nucleo familiare non ancora formalizzato all'anagrafe, tramite autocertificazione (D.P.R. 445/2000) corredata dai dati anagrafici dei componenti del nuovo nucleo, i quali non dovranno aver superato il trentacinquesimo anno di età alla data di pubblicazione del bando.

• Riferimento: Linee guida di aggiornamento dei criteri d'accesso ERP di Roma Capitale e modifiche regolamentari per il ricambio generazionale.


4. Quote di Riserva Sanitaria e Salute Mentale (Riserva speciale del 25%)


• Modalità di certificazione: Oltre al verbale di invalidità civile INPS ordinario, per accedere alla quota di riserva è obbligatorio produrre una certificazione medica specialistica o relazione d'équipe rilasciata dall'ASL competente, nello specifico dal Dipartimento di Salute Mentale (DSM) o dai servizi per le disabilità, che attesti l'effettiva presa in carico del soggetto da almeno 6 mesi e la necessità terapeutico-riabilitativa di un alloggio adeguato.

• Riferimento: Regolamento Regionale del Lazio 20 settembre 2000, n. 2 (Art. 12) e Protocolli d'intesa operativi tra il Dipartimento Politiche Abitative di Roma Capitale e le ASL territoriali.



Il Tetto Massimo di Punteggio

• Riferimento: Art. 15 del Regolamento Regionale n. 2/2000. Stabilisce che la somma dei punteggi non può superare un limite massimo predefinito (fissato generalmente a 35 punti nei bandi ordinari di Roma Capitale), per garantire l'equilibrio delle graduatorie ed evitare   la paralisi degli scorrimenti.



Come funziona il punteggio di attesa


• I primi 2 anni (Zero punti): Quando inserisci la domanda per la prima volta nel bando ERP, per i primi 24 mesi rimani con il tuo punteggio di base (quello delle condizioni abitative, economiche e familiari). In questo periodo iniziale non maturi alcuna anzianità.


• Dal 2° al 10° anno (0,50 punti all'anno): Una volta superata la "soglia d'ingresso" dei primi 2 anni, il sistema inizia ad assegnarti automaticamente 0,50 punti per ogni anno intero di permanenza in graduatoria.


• Il limite massimo: Questo accumulo automatico continua a salire fino a un massimo di 10 anni di attesa. Significa che una persona ferma in lista da molto tempo può accumulare per questa via fino a un massimo di 4 punti totali extra (0,50 punti x 8 anni utili).


Per i PUNTEGGI SUPERIORI a 40 (o persino a 50) visibili nelle graduatorie di Roma Capitale, derivano dal fatto che il limite dei 35 punti si applica esclusivamente al "punteggio di base" legato al disagio ordinario, mentre a questo SI SOMMANO legalmente punti extra, accumulabili al di fuori del tetto, oltre a criteri legati ai regimi transitori o a canali speciali (come le riserve o l'emergenza abitativa).


Il meccanismo dell'Anzianità di Graduatoria (Punti Liberi dal Tetto)


• Come funziona: La legge prevede che chi è già inserito in graduatoria e non riceve una casa accumuli un punteggio aggiuntivo automatico per ogni anno di attesa (fino a massimi specifici stabiliti dal bando).

• Perché supera i 35: Questi punti legati al tempo di permanenza in lista si sommano dopo che il sistema ha calcolato e "bloccato" a 35 i punti derivanti dalle condizioni sociali, abitative e familiari. Di conseguenza, una persona che ha raggiunto il tetto massimo di 35 punti per via di gravi disagi, dopo diversi anni di attesa in graduatoria vedrà il proprio punteggio salire a 40, 42 o più.

• Riferimento: Articolo 14, comma 2 del Regolamento Regionale Lazio n. 2/2000 e criteri di AGGIORNAMENTO SEMESTRALE delle graduatorie del Dipartimento Politiche Abitative di Roma Capitale.



Sovrapposizione con i punteggi speciali per l'Emergenza Abitativa (ex Art. 11)


• Come funziona: A Roma esiste una distinzione tra la graduatoria per il bando ERP ordinario e le domande che transitano attraverso le procedure di emergenza abitativa (gestite dalle commissioni ex Art. 11 della Legge Regionale 12/1999 o per i residenti dei C.A.A.T. - Centri di Assistenza Alloggiativa Temporanea).

• Perché supera i 35: In queste specifiche procedure di emergenza urbana o sgombero per pubblica utilità, i parametri di calcolo e i tetti massimi applicati dalle commissioni comunali seguono scale di punteggio speciali che partono da basi più alte (fino a 25 o 30 punti per il solo sgombero imminente o perdita totale dell'immobile), portando il totale finale complessivo a sforare ampiamente quota 40.

• Riferimento: Articolo 11 della Legge Regionale Lazio 6 agosto 1999, n. 12 e modifiche introdotte dalle Deliberazioni della Giunta Capitolina (ex n. 17/2024 e n. 99/2024) relative alla gestione del patrimonio e dell'emergenza casa.


Note storiche: 

Punteggi storici prima delle sentenze costituzionali (Regime Transitorio) 

In Riferimento Vecchio testo dell'Articolo 11, comma 1 del Regolamento Regionale 2/2000 prima dei decreti di adeguamento costituzionale.


Per la Richiesta formale di verifica e attribuzione punteggio Graduatoria E.R.P. tramite pec, con 

il Modulo di Richiesta Punteggio/Posizione ( predisposto da Roma Capitale -denominato; "Richiesta punteggio/posizione Graduatoria E.R.P.").

PERCASO VI HANNO RISPOSTO A VOI....? 


By SheAnonimAS

AlienaKomune


To Espressione/i Occupante/i

martedì 27 ottobre 2026

Coccolami tutto Morona

 


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La tecnodestra ci riporterà al Medio Evo

 


🕊️ Mary Stoltzfus aveva solo sei settimane di vita.

È morta a causa del morbillo nella contea di Lancaster, in Pennsylvania. Era troppo piccola per ricevere il vaccino MPR, che viene somministrato di norma a partire dai 12 mesi di età.

La piccola, nata con una rara condizione genetica che aumentava la sua vulnerabilità alle infezioni gravi, ha contratto il virus durante un focolaio in espansione.

La sua morte, confermata dal medico legale della contea, ci ricorda una realtà fondamentale: il morbillo non è una malattia innocua. È un virus altamente contagioso che può provocare complicazioni gravi e, nei casi più tragici, la morte.

👶 Chi protegge i bambini troppo piccoli per essere vaccinati?

Anche i neonati che non hanno ancora raggiunto l’età prevista per la vaccinazione hanno bisogno di protezione. Un’elevata copertura vaccinale nella comunità contribuisce a limitare la circolazione del virus e a ridurre il rischio per chi non può ancora essere immunizzato o non può ricevere il vaccino per motivi medici.

La prevenzione non riguarda soltanto il singolo individuo: è anche una responsabilità collettiva.

💔 La storia di Mary è un doloroso promemoria dell’importanza della vaccinazione, dell’informazione scientifica e della tutela delle persone più vulnerabili.

Proteggere chi non può ancora proteggersi è una responsabilità di tutti.

📰 Fonte: Associated Press / CBS News (2026), secondo le informazioni riportate.

#Morbillo #Vaccinazioni #SalutePubblica #Prevenzione #Immunizzazione

Matteo Bassetti

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