"Vedi Adamo, amare non è una cosa che fai passivamente. Amare vuol dire mettere il bene degli altri davanti al tuo. Ma ti ci devi impegnare."
Ero in cucina a casa di A. quando mi disse questa frase, nel 2018. Si sistemava i suoi pesanti occhiali neri sul naso e mi guardava come se fossi il più bel libro da leggere.
Non so come spiegarti, ma il suo sguardo era come l'abbraccio ritrovato di un amico fraterno. Era come se improvvisamente fossi a casa.
A. era un Testimone di Geova.
A. credeva ciecamente in Dio.
Ma soprattutto, A., credeva ciecamente negli esseri umani.
Ho avuto in vita mia la fortuna di conoscere tanti Testimoni di Geova, sai?
Molti ne sono "usciti".
Tanti credono ogni giorno più di prima.
Credono che esista un filo invisibile che leghi gli esseri umani.
Credono che ognuno debba impegnarsi a salvare suo fratello.
Credono che una vita fatta di preghiera, rispetto e sincerità sia degna di essere vissuta.
Più del denaro. Più del potere.
Loro si impegnano davvero. Si impegnano quando suonano a un citofono e si prendono una porta in faccia. Si impegnano quando restano vicino a un malato che non vuole nessuno. Si impegnano quando rinunciano a una cosa che vogliono perché credono che a Dio faccia male.
Ho imparato molto da ognuno di loro.
Ad esempio, sapevi che nel portafoglio di ogni Testimone di Geova, tra la carta d'identità e la tessera dei punti del supermercato, c'è sempre un cartoncino piegato in due?
C'è scritto che se un giorno finiranno in un ospedale, con il corpo che si svuota, non vorranno il sangue di nessuno. Nemmeno per restare vivi.
Lo firmano per amore. Sono certi che a chiederglielo sia Dio.
Ma quel cartoncino non lo ha stampato Dio.
Lo produce una società, la Torre Di Guardia. Ha una sede, un consiglio di amministrazione, dei palazzi, dei bilanci. È un'azienda come tutte le altre, e in cima ci sono pochi uomini che decidono, per milioni di persone, cosa Dio vuole e cosa no.
Venerdì quegli uomini hanno detto che il sangue, adesso, si può ricevere.
Cento anni fa la stessa società diceva che i vaccini erano peccato. Poi ha cambiato idea.
Cinquant'anni fa diceva che un trapianto era cannibalismo. Poi ha cambiato idea.
Venerdì è toccato al sangue.
E ogni volta, prima di cambiare idea, ha aspettato.
E nel frattempo ne morivano tanti.
Bambini, madri, padri, con quel cartoncino in tasca e il cuore pieno di speranza.
Ha aspettato finché quei morti non hanno cominciato a pesare più della regola.
Solo allora ha cambiato la scritta.
Sai, io i Testimoni di Geova non li chiamo una setta.
Le persone che ho conosciuto io non hanno niente a che fare con una setta.
Hanno una fede pulita, e qualcuno si è messo in mezzo tra loro e il loro Dio per costruirci sopra un'azienda.
Ha preso la loro bontà e ne ha fatto obbedienza. Ha preso la loro libertà di credere e ne ha fatto un sequestro di persona.
Loro sono le vittime. E vanno salvate.
Non da Dio. Non dalla fede.
Da chi ha fatto di Dio un'azienda.
Oggi io scrivo per questo. Scrivo per A., che in quella cucina mi guardava come un libro.
Perché da tutti loro ho imparato la stessa lezione: che l'amore è un lavoro.
Che per salvare bisogna agire.
Che vale sempre la pena farlo.
Ed io ci credo.
Perché io non so se esiste da qualche parte un Dio. Non sono puro come voi. Non sono buono come voi.
Ma se c'è, è lui che guida in questo momento questa mano.
Se c'è è lui che vi ha portato a leggere queste parole, qui ed ora.
Se c'è, e magari c'è davvero, ti ama.
E vuole che tu sia salvo.
Adamo Romano
Adamo Romano
Io ti ringrazio sentitamente per le parole spese.
Da quello che racconti non sembri mai essere stato un tdg (anche se sei molto bene informato) e questo rende le tue parole ancora più penetranti.
Io sto piangendo mentre ti ringrazio.
Per avere capito chi sono queste persone, per la descrizione che ne hai fatto: normalissime persone che credono in un sogno.
In un sogno venduto da una società per affari.
E il divieto se l’hanno tolto non è perché si sono accorti dei morti.
In 80 anni se ne accorgevano anche prima.
I motivi sono altri. Soldi. Sempre.
Riconoscimenti. Sussidi. Accordi. E quel piccolo neo notato da alcuni stati “però non accettate le cure mediche”.
Che problema c’è?
Togliamo il divieto sui componenti del sangue lasciamo il divieto del sangue intero.
La moglie ubriaca e, incredibilmente la botte piena.
Perché se togli il primo ottieni i sussidi dello stato mentre continuando a negare il secondo mantieni l’identità forte che ha sempre caratterizzato il tdg.
Così continui a tenerli nella loro gabbia.
E perché piango da due giorni?
Perché se anche sono uscita da oltre 10 anni ancora , ogni tanto mi sento una merda.
Per averci creduto. Per avere delegato la mia vita ad altri. Per avere permesso a qualcuno di abusare cosi tanto della mia ingenuità.
E nel mentre, ringrazio tutti i santi di non avere mai dovuto scegliere tra la vita e il sangue , nei miei 37 anni con loro. E nemmeno di avere visto nessuno della mia famiglia davanti a questa scelta.
Però piango lo stesso.
Perché mentre mi sento una miracolata , penso a quelli che invece questa l’hanno dovuta fare.
E non sempre ha vinto l’istinto di sopravvivenza.
Spesso ha vinto la paura. La paura di dispiacere a quel Dio al quale è stato insegnato ad ubbidire ad ogni costo.
Ecco … io oggi ancora mi sento male perché ero parte dell ingranaggio e ho preso parte a questa mostruosità con la leggerezza di chi non prova nessun sentimento.
😭vorrei chiedere perdono a tutti

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