Il Presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, è appena intervenuto in modo durissimo sulla proposta di Meloni del tetto al 30% degli studenti stranieri.
“Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo.
Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace” ha detto all’apertura del Consiglio episcopale d’autunno.
E ancora, con grande forza:
“Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità; luoghi in cui nessuno si senta escluso; laboratori di umanità in cui la tecnologia sia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia”.
“Nessuno si senta escluso a scuola”.
Questo ha detto.
In pratica Zuppi ha voluto dare una risposta diretta alla Presidente del Consiglio Meloni, pur senza mai citarla.
E ha spiegato perché:
“Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo.”
Francamente era difficile essere più chiari e netti di così.
Ancora una volta Zuppi ci ha ricordato di essere un uomo di un’intelligenza e un’umanità superiori.
Non avevo molti dubbi.
Lorenzo Tosa

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