Finalmente Vannacci ha trovato chi raccoglierà i pomodori al posto dei migranti che avrà cacciato: siete voi.
La giornalista di SkyTG24 Giovanna Pancheri gli ha rivolto una domanda: se vuole cacciare i migranti, chi occuperà quei posti che resteranno scoperti?
"Voi dite: basta politica dell'assistenzialismo. Volendo lei cacciare i migranti, ci saranno tutta una serie di lavori disponibili, i famosi lavori che gli italiani non vogliono fare. Vorrei capire questa cosa: io sono laureato o sono magari un operaio specializzato, perdo il lavoro e a un certo punto mi rivolgo ad un ufficio di collocamento. Lo Stato mi dice: 'Guarda, per le tue specifiche non abbiamo nulla, puoi andare a raccogliere i pomodori'. Io mi rifiuto. Non mi date l'assistenza alla disoccupazione?".
Il generale ci pensa un attimo e poi risponde:
“Ma certamente, deve accettare in quel momento qualsiasi proposta che lo Stato o le organizzazioni per l'impiego propongono e, nel frattempo nessuno impedisce a quella persona di trovare un lavoro più qualificato o che risponda alle proprie esigenze di autorealizzazione e di altra natura, quindi è un concetto che deve essere applicato, certamente.”.
Quindi, finalmente abbiamo trovato il piano occupazionale di Vannacci.
Sei un architetto che ha perso il lavoro? o un tornitore specializzato con venticinque anni di esperienza? oppure hai studiato ingegneria aerospaziale?o hai due lauree e un master e parli quattro lingue? Forza! Tutti giù nei campi a raccogliere zucchine e pomodori che mica da soli si raccolgono, e, mi raccomando, guai a fare gli schizzinosi perché Vannacci lo dice chiaro e tondo: devi accettare “qualsiasi proposta” ti venga fatta. Poi, nel tempo libero, se te ne rimane, nessuno ti impedisce di cercare “un lavoro più qualificato” che soddisfi le tue esigenze di “autorealizzazione”.
Com'è umano lei!
Spero solo che un giorno gli elettori gli ritireranno il seggio, e, in base a quello che propone lui, all'ufficio di collocamento sapranno già cosa proporgli e, tra un pomodoro e una melanzana potrà sempre cercare qualcosa che soddisfi di più la sua autorealizzazione.

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