Era Il 13 Giugno 1994 quando il mondo dello star system hollywoodiano fu colpito da una tremenda notizia.
Nicole Brown, ex-moglie del giocatore di football americano ed attore OJ Simpson, e l'amico di lei Ronald Goldmam, furono trovati barbaramente uccisi in casa loro.
La donna presentava ben 12 coltellate e la testa quasi del tutto decapitata, mentre l'uomo addirittura aveva subito ben 20 fendenti.
Una vera e propria scena da film dell'orrore.
Cosa aveva potuto scatenare una simile ondata di violenza?
Qualche tempo dopo, al termine di alcune indagini giudiziarie, l'attore OJ Simpson fu formalmente accusato di omicidio e richiesto dalla polizia di rendersi disponibile all'arresto, in attesa del processo definitivo.
Quel che successe dopo è rimasto nella cronaca televisiva americana e non.
Simpson, venuta la polizia per prelevarlo, riuscì a sfuggirgli e tentò la fuga, con un lungo inseguimento in macchina ripreso dalle telecamere fissate a bordo di elicotteri, mentre OJ minacciava di togliersi la vita.
La televisione, dall'altro, riprese quello che sembrava uno dei tanti inseguimenti visti in innumerevoli film d'azione statunitensi... solo che stavolta era tutto reale e non c'era una cinepresa a fermare il ciak.
Simpson fu comunque alla fine acciuffato e, al processo penale, grazie ad una difesa che tirò fuori presunte discriminazioni razziali da parte della polizia nei suoi confronti, a delle prove come i guanti (quelli del killer) che non calzavano perfettamente con le mani del giocatore di football e varie imprecisioni nello studio del DNA, Simpson riuscì a farla franca.
Solamente dopo, al processo civile, fu condonnato a risarcire salatamente le famiglie dei due deceduti, lasciando però loro un senso di amaro in bocca per quanto accaduto.
Ad ogni modo, anche se libero, la carriera di attore di OJ fu compromessa per sempre: nessuno, infatti, voleva avere a che fare con un presunto omicida.
Nessuno, certo.
Tranne la WWE.
Nel suo podcast "Something to wrestle", l'ex- "Brother Love" Bruce Prichard dichiarò che, dal momento che gli avvocati e l'entourage di Simpson erano ben disposti verso qualsiasi cosa che avesse a che fare con un assegno per il loro assistito, ormai alla canna del gas, senza il becco di un quattrino e disperato, lui e Vince McMahon ebbero la straordinaria idea di fare un match a WrestleMania 12 tra il presunto serial killer ed uno dei wrestler più controversi della storia di questa disciplina, che sicuramente non aveva paura a confrontarsi con lui: "Rowdy" Roddy Piper.
Piper da tempo era assente dagli show della WWF e nel 1996, dopo aver nuovamente firmato un accordo con la promotion, McMahon e soci cercarono di creare la rivalità adatta per portarlo agli onori della cronaca: cosa di meglio allora che farlo scontrare con l'uomo più tristemente famoso del momento?
Sia Piper che il gruppo di Simpson furono informati della cosa, e da ambo le parti si accordarono per procedere. Il match sarebbe stato il quarto della serata, con Piper che avrebbe fatto vedere i sorci verdi all'attore della serie "Una Pallottola Spuntata".
Grazie a tutta una costruzione della rivalità ad opera del genio creativo di Vince Russo, nelle settimane antecedenti l'evento Piper iniziò a citare a destra e a manca nei suoi intermezzi con il microfono il processo OJ Simpson.
Ma presto le notizie su di un loro presunto incontro iniziarono a circolare ed il risultato fu quanto mai disastroso: sponsor e personalità importanti in contatto con la WWF minacciarono di allontanarsi dal prodotto se solo OJ avesse fatto capolino negli spettacoli della federazione.
Così alla fine non se ne fece più nulla.
Ma rimaneva una questione: come giustificare Piper, che nelle settimane prima di WrestleMania aveva più volte citato il presunto omicida?
Prichard, Russo e McMahon decisero allora di inserire Goldust (Dustin Rhodes), anche per via del suo personaggio "bizzarro" e per i suoi presunti legami con Hollywood, e fu quindi creato il famoso "Hollywood Back Lot Brawl", girando il 90% del match all'aperto, giorni prima, in uno dei primissimi esempi di incontri "cinematici".
Tutto risolto? Non proprio.
Il match era destinato ad essere maledetto fin dall'inizio.
La scena parte con il figlio di Dusty Rhodes che arriva sulla sua Cadillac dorata e con le prime colluttazioni tra i due. Piper prende una mazza da baseball, spacca il finestrino e per un errore si taglia la mano.
Si decide di proseguire, con Piper che lancia il wrestler dipinto d'oro contro un cassonetto dell'immondizia, ma qualcosa va storto e Goldust picchia violentemente la testa, procurandosi una seria commozione cerebrale.
L'azione continua, ma nel colpire il suo nemico Piper accidentalmente si frattura definitivamente la mano.
Dopodiché, in un segmento pensato a simulare una sorta di investimento da parte di Goldust, Hot Rod calcola male i tempi ed impatta duramente con il ginocchio la macchina.
Finite le registrazioni della prima parte, i due vengono immediatamente portati in ospedale d'urgenza, vista la quantità impressionante di infortuni.
Due settimane dopo, il tutto viene montato ad arte, addirittura inserendo segmenti del vero inseguimento della polizia ai danni di Simpson e facendolo passare come quello di Piper ai danni di Goldust.
Il match si concluderà live durante l'evento, con Piper che "denuda" il wrestler, mostrando sotto l'attire una sexy lingerie nera di pizzo... ma non prima di aver nuovamente rischiato l'ennesimo infortunio serissimo andando contro la portiera dell'auto di Goldust.
Il match è comunque rimasto impresso a lungo nella mente dei fans di wrestling, tanto da parlarne ancora.
Simpson è morto nell'aprile del 2024, lasciando aperti molti enigmi e domande.
Chissà cosa avremmo potuto vedere se veramente fosse andato in porto lo scontro tra lui e Roddy Piper.
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