Quello che ha fatto stasera Meloni da Vespa è di una gravità politica e istituzionale che davvero non ha precedenti.
In pratica, la Presidente del Consiglio è andata da Vespa a “Cinque minuti” e si è permessa, con una faccia di bronzo inaudita, di attribuire al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un pensiero non suo, mai detto e mai neanche lontanamente concepito e affermato, trasformando le sue parole - chiarissime - addirittura in un apprezzamento al tetto degli stranieri proposto dal governo.
Ma quale apprezzamento?
Mattarella ha esplicitamente citato l’articolo 34 della Costituzione che recita testualmente:
“La scuola è aperta a tutti.”
Non solo a chi parla italiano. Non al 30%. A tutti, senza distinzione di etnia, provenienza, colore della pelle e percentuale.
Lo ha detto chiaramente:
“No a ghetti e barriere”. Ovvero esattamente quelle che vorrebbe mettere il governo agli studenti stranieri.
E ancora, fatto persino più grave, per portare acqua al suo mulino Meloni ha tirato fuori due circolari di 36 anni fa - TRENTASEI ANNI FA - di Sergio Mattarella allora ministro dell’Istruzione in cui si parlava tra le altre cose di stranieri a scuola per dimostrare che Mattarella la pensa come lei.
In un tempo lontanissimo, in una situazione completamente diversa e con parole lontane anni luce da quelle usate da Meloni domenica.
Ma l’obiettivo in realtà è chiarissimo: trascinare il Capo dello Stato nel fango di una polemica politica vergognosa proprio poche ore dopo che Mattarella ha preso una posizione chiarissima, limpida e costituzionalmente ineccepibile.
Oggi, non 36 anni fa.
Che vergogna!
Che assoluta mancanza di senso e di rispetto delle istituzioni!
Giù le mani dal Capo dello Stato, a cui va tutta la mia solidarietà, e come me di milioni di italiani che conoscono l’italiano meglio di chi lo usa come clava per escludere e ghettizzare.
Non è accettabile che il Presidente della Repubblica sia strumentalizzato e sporcato in una simile maniera.
Chieda scusa.
Lorenzo Tosa

Nessun commento:
Posta un commento