mercoledì 23 settembre 2026

Come ti chiami?

 


"Come ti chiami?" è la prima domanda che impari in qualsiasi lingua del mondo.


Sta a pagina uno di ogni libro di testo.

È la prima lezione di ogni app.

È la prima cosa che chiedi.

È la prima informazione che ricevi.

Che anche un bambino di tre anni sa dire.


Per impararla basta un minuto.

Anche meno.


È il primo passo per imparare una lingua.

E poi, magari, per passare dalla lingua alla cultura di un posto.

Ti serve per farti amici.

Ti serve per trovarti un lavoro.

Ti serve per vivere in un nuovo paese. 


E magari un giorno, partendo da quella banale frase, riuscirai ad ottenerne anche la cittadinanza.


Per essere Italiani ci vogliono 10 anni.

Ma tutto parte sempre da quella frase "Come ti chiami?". 


A Cadoneghe, in provincia di Padova, una donna marocchina si è presentata in municipio per giurare fedeltà alla Repubblica.


Per diventare cittadina Italiana. 


E il sindaco le ha chiesto proprio quella domanda "Come ti chiami?"


E lei è rimasta muta.


E allora le ha chiesto: "Come stai?"


Ed è successo qualcosa di ancora più grave: al posto suo ha risposto il marito.


Ora ti dico perché questa storia è gravissima. Perché delle due l'una.


Prima ipotesi: il sindaco è impazzito.

Si perché per stare in quell'aula, quella donna, deve già aver superato una caterba di esami!


Le servono dieci anni di residenza, un esame di italiano, un visto della Prefettura, una verifica del Ministero che ha firmato il decreto.


Poi alla fine arriva il sindaco.

Il sindaco è l'ultimo passo.

Un piccolo giuramento, una formalità.


Già! Certo.

Il sindaco è impazzito ed ha terrorizzato quella donna. Certo.


Deve essere così! Anzi: io spero che sia così. Anche perché l'alternativa è peggio. L'alternativa è molto peggio.


Perché l'alternativa è che, quel marito, non stesse tantando di rispondere al posto suo per gentilezza: ma per normale abitudine di controllo.


L'alternativa è che quella donna, negli ultimi 10 anni, non abbia messo il naso fuori dalla casa neppure una volta. Neppure mezza.


Mai.


Nemmeno dal fruttivendolo.

Nemmeno dal parrucchiere.


10 anni senza riuscire nemmeno ad imparare una parola semplicissima tipo "Come ti chiami?"


No. Io preferisco pensare ad un sindaco pazzo, è la cosa più semplice.


Perché se il sindaco è sano di mente, beh, allora sono impazziti tutti gli altri!


Se quel sindaco non è pazzo, allora c'è qualcuno che ha dato un certificato di lingua Italiana ad una donna che non sapeva nemmeno dire il suo nome.


Se quel sindaco non è pazzo, allora qualcuno ha timbrato senza guardarla in faccia. Qualcuno ha controllato senza controllare. Qualcuno ha firmato senza farle nemmeno una domanda.

E a quel qualcuno, oggi, vorrei fare una domanda io.


La più facile di tutte.

Quella di pagina uno.


Come ti chiami?

Adamo Romano

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