mercoledì 30 settembre 2026

VIA LIBERA ALLO STADIO DI PIETRALATA: IL PARTITO DEL CEMENTO ACCELERA SULL’INIZIO DEI LAVORI.

 


COSTRUIAMO L’OPPOSIZIONE PER LA CITTÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA SOCIALE.


Ieri è arrivata l’autorizzazione finale per la costruzione dello stadio della Roma a Pietralata, sancita presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti durante la conferenza dei servizi decisoria. I lavori inizieranno già nel 2027.

Tutta la politica festeggia, dal sindaco Gualtieri, al presidente della Regione Rocca, a Matteo Salvini: l’ennesima dimostrazione che il partito unico del cemento e della speculazione è più unito che mai. Gualtieri non manca di ringraziare anche l’AS Roma e la famiglia Friedkin, per l’investimento.


Il sindaco parla del felice esito di un “percorso complesso”. Forse parla del percorso che ha portato, tramite la nomina a maggio 2026 del commissario straordinario di governo Sessa, a tagliare sui tempi e sui processi decisionali, di fatto sancendo una volta per tutte un modello di governance antidemocratico della città che tiene insieme governo, regione e comune: il modello Giubileo.


O forse è la reminiscenza del malcontento degli abitanti, che hanno visto chiudersi ogni spazio di dialogo e confronto. In tanti, abitanti ed esperti, per anni hanno dimostrato che quello stadio non lo si vuole, perché porta alla distruzione di uno dei polmoni verdi del quadrante est di Roma, perché la “riqualificazione” comporterà problemi enormi alla circolazione – incluso l’accesso all’ospedale –, così come all’espulsione di una parte degli abitanti di Pietralata dovuta al caroaffitti.


Quanto abbiamo visto con lo stadio della Roma è la più alta espressione di un modello di città che guarda solo agli interessi dei privati, lasciando indietro chi abita i quartieri popolari. La città è così uno spazio su cui guadagnare con grandi opere inutili e dannose, senza interesse per una reale vivibilità dei quartieri, che quando non sono riqualificati ai fini della speculazione, restano abbandonati a sé stessi, privi di servizi e tutele.


Davanti a chi chiude ogni spazio di democrazia a favore del guadagno, costruiamo la vera opposizione per la città pubblica e la sicurezza sociale a partire dai nostri quartieri!

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