"Siamo di fronte a una vera e propria emergenza morbillo". È l’allarme lanciato da Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, dopo l’aumento dei casi registrati in Liguria.
Secondo i dati riferiti dall’infettivologo, nella regione si contano 12 casi negli ultimi 20 giorni e quattro persone sono ricoverate al San Martino per complicanze che interessano polmoni, sistema neurologico e fegato. Bassetti parla di un "focolaio epidemico senza precedenti" per la Liguria e avverte che la situazione potrebbe estendersi: "Siamo solo all’inizio di una gravissima epidemia che colpirà probabilmente non solo la Liguria, ma in generale l’Italia".
L’allarme arriva mentre anche il Ministero della Salute rafforza l’attenzione sulla diffusione del morbillo. Nei primi cinque mesi del 2026 risultano confermati in Italia 472 casi, contro i 322 registrati nello stesso periodo indicato per il 2025. A questi si aggiungono centinaia di casi classificati come possibili o probabili e ancora da confermare.
Il trend di crescita interessa in particolare Campania, Calabria, Lazio e Toscana. Il Ministero invita quindi le Regioni a potenziare la sorveglianza e a promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti tra i 15 e i 39 anni e ai bambini che hanno ricevuto soltanto una dose.
Bassetti richiama l’attenzione soprattutto sulle conseguenze della malattia, ricordando che il morbillo non deve essere considerato una semplice infezione dell’infanzia e che può provocare complicanze anche serie.
La vaccinazione contro il morbillo prevede due dosi: la prima viene somministrata dopo il compimento del primo anno di vita e la seconda, secondo il calendario vaccinale, negli anni successivi.
Ora l’obiettivo è interrompere le catene di trasmissione e aumentare la copertura vaccinale nelle fasce della popolazione rimaste maggiormente scoperte.

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