I due geni del male che vedete nell'immagine si chiamano Bryan Rojas e Socorro Zaragosa.
Lui, 34 anni, montava dischi freno in una fabbrica del Wisconsin a 29 dollari l'ora, promosso a caposquadra.
Lei, 22 anni, cresciuta in una famiglia che adora Donald Trump.
Si sposano. E per il viaggio di nozze decidono di recarsi a Miami. Il sogno? Far vedere il mare a Socorro per la prima volta e, magari, intravedere lui, il Presidente. Perché Socorro è una sua fan. Una vera. "Credo che Trump sia un buon presidente", dice.
E allora quale meta più romantica del Trump National Doral, ossia il resort del gangster americano?
Quale posto più sicuro, per un trumpiano, della casa di Trump?
E qui la storia diventa poesia. Perché durante i controlli, Bryan viene fermato. Nella sua auto trovano una pistola softair e un macinino per l'erba.
Poi guardano i suoi tatuaggi: una corona, un dragone cinese, qualche simbolo del dollaro e lo accusano di far parte di Tren de Aragua, un organizzazione criminale transnazionale di origine venezuelana.
Risultato: viene deportato nel centro di detenzione di Miami. Un mese intero senza poter sentire la moglie.
A distanza di tre mesi, è notizia di questi giorni, Bryan è stato rilasciato su cauzione. Ad aspettarlo trova il permesso di lavoro scaduto, la patente che nessuno gli rinnova, la casa in vendita, l'auto venduta, il fondo pensione prosciugato e 80.000 dollari di debiti. Prossima udienza: 2028.
Socorro, intanto, resta una fan di Trump: "Non penso niente di male di lui. Non è stata colpa sua. È stata colpa nostra". Aggiunge solo una postilla: "Quello che fa ai migranti è ingiusto, quello che hanno fatto a noi è ingiusto".
Perché la scoperta arriva sempre così, in ritardo: quando la ruspa che applaudivi cambia strada e ti entra nel giardino di casa.
Bryan e Socorro volevano celebrare l'amore al cospetto del loro idolo. Il loro idolo, per tutta risposta, ha fatto festeggiare a lui la luna di miele in galera.
Auguri agli sposi.

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