L’ex generale Roberto Vannacci, a margine dell’assemblea costituente di Futuro Nazionale, è riuscito a pronunciare il suo abominio quotidiano.
Questa volta il sommo ci ha spiegato - tenetevi forte - che “il femminicidio non esiste”.
Proprio così come lo leggete.
“Uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il femminicidio. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità.
Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti?
Così come c’è la violenza sulle donne c’è quella sugli anziani e non c’è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c’è bisogno di una fattispecie specifica”.
Era difficile infilare una tale quantità di sciocchezze tutte insieme.
Lui c’è riuscito.
Esimio (ex) generale, nessuno ha mai sostenuto che l’omicidio di una donna valga o sia più grave di quello di un uomo.
Semmai col femminicidio una donna viene uccisa proprio in quanto donna, spesso come conseguenza estrema di una lunga serie di violenze fisiche e psicologiche.
E non ha niente a vedere con quello che “ha sotto le mutande la vittima” (mio dio…), semmai con la sua condizione sociale e familiare.
Il problema non è che lo dica o lo pensi Vannacci, il problema è che questa roba qui è miele per le orecchie di milioni di analfabeti affettivi.
Che annuiscono, applaudono, approvano.
E, alla fine, votano.
Lorenzo Tosa

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