sabato 13 giugno 2026

Alpinisti morti sul Gran Paradiso, chi erano le vittime Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti. «Traditi da una scivolata in cordata»

 


Le indagini per ricostruire con esattezza l'accaduto sono ora affidate ai finanzieri del Sagf di Entrèves.

Alpinisti morti sul Gran Paradiso, chi erano le vittime Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti. «Traditi da una scivolata in cordata»


Una tragica fatalità ha spezzato la vita di tre esperti scalatori trentini sul Gran Paradiso. Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti sono precipitati per oltre 400 metri mentre si trovavano sulla parete Nord della montagna, quando ormai avevano quasi raggiunto la vetta. L'incidente è avvenuto presumibilmente intorno a mezzogiorno, ma la totale mancanza di testimoni ha fatto scattare l'allarme solo in serata, quando il silenzio prolungato degli alpinisti ha spinto i familiari a chiamare i soccorsi. I tecnici del Soccorso Alpino Valdostano hanno ritrovato i corpi ormai senza vita alla base della parete. Secondo il direttore del soccorso alpino, Paolo Comune, la dinamica più probabile resta quella di una tragica fatalità a catena, in cui la scivolata di uno dei componenti della cordata ha inevitabilmente trascinato nel vuoto anche gli altri due compagni. Le indagini per ricostruire con esattezza l'accaduto sono ora affidate ai finanzieri del Sagf di Entrèves.

Le vite spezzate dei tre amici

I tre alpinisti erano legati da un legame profondo, cementato non solo dall'amicizia ma anche da una straordinaria e comprovata passione per le alte quote. Il più anziano del gruppo, il quarantanovenne Antonio Sardano, era un volto storico e stimatissimo di Trentino Emergenza, un professionista stimato che aveva dedicato gran parte della propria vita al soccorso sanitario della comunità, prima come autista soccorritore e poi come punto di riferimento nella Centrale operativa della provincia. 

Sergio Martinelli, ventinovenne di Trento che lavorava come economista e analista di dati, condivideva invece la quotidianità professionale con il trentanovenne Maicol Zenatti, informatico di Brentonico. Insieme sviluppavano soluzioni digitali, alternando il lavoro d'ufficio alle ascese in quota appena il tempo lo permetteva.

Il dolore della comunità alpina

La tragedia ha colpito al cuore il mondo della montagna e l'intera comunità trentina. La Società degli Alpinisti Tridentini, a cui le vittime erano strettamente legate come soci, si è stretta attorno alle famiglie in un momento di immenso dolore. Il presidente della Sat, Cristian Ferrari, ha voluto evidenziare come la tragedia sia avvenuta nonostante l'alto livello di sicurezza dei tre amici.

«Parliamo di persone che conoscevano la montagna, che la frequentavano con esperienza, preparazione e rispetto. Ed è forse proprio questo che rende ancora più doloroso quanto accaduto. La montagna non è mai una conquista definitiva: richiede competenza, prudenza e umiltà, e conserva sempre una dimensione che sfugge al nostro controllo».

Al cordoglio si sono unite le sezioni locali della Sat e l'Azienda sanitaria del Trentino, che hanno ricordato con commozione l'entusiasmo contagioso di Zenatti, descritto come un uomo generoso e sempre a disposizione della comunità, e lo straordinario spirito di servizio di Sardano, che per anni ha rappresentato una certezza assoluta nella gestione dei trasporti sanitari d'emergenza sul territorio.

https://www.leggo.it/italia/cronache/13_giugno_2026_alpinisti_morti_grand_paradiso_antonio_sardano_sergio_martinelli_maicol_zenatti-9590514.html 

 

 

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