giovedì 11 giugno 2026

Morta Sultana Razon, sopravvissuta alla Shoah e vedova di Umberto Veronesi: aveva 94 anni

 


Pediatra per oltre quarant’anni a Milano, deportata da bambina nel campo di Bergen-Belsen e poi testimone della memoria nelle scuole. Nel 2019 aveva ricevuto l’Ambrogino d’Oro

Morta Sultana Razon, sopravvissuta alla Shoah e vedova di Umberto Veronesi: aveva 94 anni (IPA)
​Morta Sultana Razon, sopravvissuta alla Shoah e vedova di Umberto Veronesi: aveva 94 anni (IPA)


Si è spenta a Milano all’età di 94 anni Sultana Razon Veronesi, pediatra, sopravvissuta alla Shoah e vedova del medico e oncologo Umberto Veronesi. La notizia della scomparsa è stata ricordata dalla Fondazione Veronesi e accompagnata dal cordoglio delle istituzioni cittadine e delle realtà impegnate nella conservazione della memoria della deportazione.

Sultana Razon Veronesi, chi era

Nata a Milano nel 1932 da una famiglia di origine turca ed ebrea sefardita arrivata in Italia nei primi anni Trenta, Sultana – conosciuta anche come Susy – attraversò da bambina una delle pagine più drammatiche del Novecento. Colpita dalle leggi razziali insieme ai familiari, fu deportata nei campi di concentramento e internata a Bergen-Belsen, il campo in cui morì anche Anna Frank. Terminata la guerra riuscì a tornare in Italia e a riprendere il percorso di studi. Proprio in quegli anni, segnati anche dalla malattia oncologica della madre, maturò la scelta di dedicarsi alla medicina. Fu allora che incontrò il giovane medico Umberto Veronesi, che sarebbe poi diventato suo marito.

Laureata nel 1958 e successivamente specializzata in Pediatria, Sultana Razon Veronesi ha lavorato per circa quarant’anni negli ospedali Fatebenefratelli e San Carlo di Milano, costruendo una carriera interamente dedicata alla cura dei bambini. Dalla lunga unione con Umberto Veronesi sono nati sei figli. Solo dopo il pensionamento decise di trasformare il proprio vissuto in testimonianza pubblica. 

Negli anni ha incontrato studenti e giovani nelle scuole, raccontando l’esperienza della persecuzione e della deportazione e contribuendo a mantenere vivo il ricordo della Shoah.

Nel 2019 il Comune di Milano le aveva conferito l’Ambrogino d’Oro, la più alta onorificenza cittadina, riconoscendo il doppio valore del suo impegno: quello professionale come pediatra e quello civile come testimone della memoria. Il sindaco Giuseppe Sala ha espresso vicinanza alla famiglia ricordandola come «un esempio di tenacia, altruismo e memoria per Milano», sottolineando come la sua testimonianza continuerà a rappresentare un patrimonio per la città.

Anche il Museo della Brigata Ebraica e il Memoriale della Shoah hanno voluto renderle omaggio. Il direttore del museo Davide Romano ha ricordato come con la scomparsa di Sultana Razon Veronesi si assottigli ulteriormente il legame diretto con chi ha vissuto in prima persona l’orrore dei campi di concentramento. Il Memoriale ha invece sottolineato la scelta di dedicare gli ultimi anni della sua vita al racconto nelle scuole, trasformando una storia di sofferenza in un messaggio di cura, responsabilità e speranza.

https://www.leggo.it/italia/milano/11_giugno_2026_morta_sultana_razon_chi_era_sopravvissuta_shoah_moglie_vedova_umberto_veronesi-9586740.html 

 

 

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