mercoledì 10 giugno 2026

Legion Of Doom

 


Nel 1984 il fenomeno della Hulkamania spostò gli equilibri nella cultura del pro wrestling.


Quello che fino a pochi anni prima era uno "sport per adulti" a cui una madre e dei bambini mai avrebbero pensato di partecipare e di cui la cultura popolare si occupava solo marginalmente, divenne un fenomeno di costume, grazie all'idea di Vince McMahon di trasformarlo in uno spettacolo per famiglie, includendo personalità dello spettacolo e soprattutto facendo di un solo, carismatico uomo il portavoce di questo cambio di rotta: Hulk Hogan.


Ma come presero la cosa dall'altra parte della barricata?


La Jim Crockett Promotions, ammiraglia della NWA (National Wrestling Alliance) che vantava una storia antica in termini di supremazia nel mondo del wrestling, vide di punto in bianco scemare il numero dei suoi spettatori, soprattutto rimanendo scottata sul fatto che quella "fetta" di audience da loro sistematicamente scartata adesso si rivolgeva in massa al nuovo fenomeno giallo e rosso.


Crockett aveva ancora una larga parte di ammiratori che amava il wrestling "puro": niente personaggi macchiettistici, niente gimmick assurde e tanta classe e tecnica erano stati il marchio di fabbrica della promotion, che aveva sfornato un personaggio tra i più famosi del pantheon di wrestler degli anni 80: Ric Flair, The Nature Boy.


Si, ma c'era un difetto di base in questo discorso: Flair era un cattivo, di quelli belli bastardi, che amava farsi odiare dal pubblico (soprattutto maschile), totalmente al contrario di Hogan che veniva letteralmente adorato da tutti, dagli 0 agli 80 anni.


Serviva quello che era un classico di quegli anni: un grande "buono" da schierare contro l'odiato super cattivo.


Per un pò si caricò questa incombenza sulle spalle "The American Dream" Dusty Rhodes, forte del suo innato carisma e di un talento davvero unico nel percepire i voleri del pubblico a cui si rivolgeva. Ma a Dusty mancava la fisicità, il look e l'appeal di Hogan, e per quanto amato e tifato, con il tempo rimaneva un bella frangia di gente che preferiva "tifare" il cattivo, anche perché Flair in quanto a carisma non era certo inferiore ad Hogan, solo che era costruito in maniera diametralmente opposta.


Rhodes - che era anche il booker della JCP - si accorse di questo suo calo di popolarità in alcuni luoghi e decise di allearsi con un tag team per svecchiare la sua immagine: i Road Warriors, Hawk ed Animal.


Se Hogan era estremamente popolare nella WWF, i Warriors non lo erano da meno nella NWA: in quel momento possiamo senza ombra di dubbio dire che la World Wrestling Federation non aveva in forze una coppia tanto amata quanto quella dei due ragazzoni di Chicago.


Un punto a favore della JPC, pensò Crockett, che ebbe allora una illuminazione: e se - essendo così tanto popolari - fossero proprio i Road Warriors gli antagonisti di Hogan?


Si rivolse a Rhodes e comunicò la sua intenzione: separare Hawk ed Animal e farli diventare due superstar in singolo da opporre, in termini di popolarità, al colosso biondo di McMahon.


Dusty storse un pò la bocca: probabilmente ci sarà stato anche un pò di risentimento verso quella scelta che in misura minore lo oscurava, ma soprattutto era preoccupato che i Warriors, una forza esplosiva come tag team, non fossero all'altezza del compito assegnato loro come wrestler singoli. 


Ma Crockett era il "capo" e Dusty obbedì.


In particolare, gli occhi erano puntati su Hawk: più atletico, più snello, con muscoli più definiti ed una migliore parlantina al microfono. L'estate del 1986 fu la designata per questo esperimento che, se andato a buon fine, avrebbe dato alla JCP la spinta che cercava.


Così, durante il lungo tour estivo denominato "Great American Bash" a turno Hawk ed Animal sfidarono il campione in carica Ric Flair, partendo proprio dal designato che riuscì persino a battere Flair per il titolo a Philadelphia, tra il tripudio dei 10.000 spettatori paganti... tranne poi restituire la cintura quasi subito per via di una non meglio precisata "squalifica" (uno dei metodi di Rhodes per tenere alta l'attenzione del pubblico, denominato "Dusty finish", che però alla lunga ebbe l'effetto contrario a quello sperato).


Per Crockett fu una mezza delusione: si aspettava molto di più da quel primo scontro e non riusciva a capacitarsi del perché. Ma rimaneva ancora la "carta Animal" da giocare.


Ma stavolta l'esperimento andò ancora peggio.


A Cincinnati il pubblico fu di soli 5.000 paganti, un vero disastro.


Per il momento Crockett mise in stand-by la sua idea, ma senza abbandonarla del tutto.


Ci riprovò, infatti, qualche anno dopo, nel 1988, vedendo sempre in Hawk una stella da lanciare in orbita. Ancora una volta Flair vestiva il titolo maggiore della promotion e quindi fu deciso un nuovo, definitivo scontro tra i due a Long Island.


Niente.


Anche stavolta, solo 6.000 fans furono testimoni di quello che - a tutti gli effetti - fu un fallimento totale. I Warriors tornarono in coppia e della loro scissione e lancio da singoli non si parlò più.


Ma era davvero una idea balzana?


Nel tempo, Hawk ha lottato in singolo, sia in ECW che in Giappone che nelle promotion indipendenti un po'  in tutto il mondo, con risultati alterni. 


A mio parere, se Road Warrior Hawk fosse nato fin dal principio come lottatore singolo, forse allora le speranze avrebbero anche potuto trasformarsi in realtà, se pensiamo che un altro lottatore mascherato, con una attitudine esplosiva ed amato dal pubblico in quegli stessi anni avrebbe infiammato le arene della WWF con il nome di Ultimate Warrior.


Hawk, però, era sbocciato fuori con Animal, ed i due si era completati alla perfezione: tecnica e potenza, muscoli e massa, e tanta, tantissima personalità da ambo le parti. Una volta imparato ad amarli insieme, vederli separati probabilmente "disturbava" in qualche modo la sensibilità dello spettatore comune... un pò come due genitori che divorziano a cui si chiede di scegliere da che parte stare (se mi passate il paragone un pò eccessivo).


Hawk ed Hulk Hogan si incontreranno in Giappone, molti anni dopo, faccia a faccia in un tag team match, dando una immagine di cosa avrebbe potuto essere un loro eventuale scontro tra main eventer.


Succedeva anche questo, nei favolosi anni 80.


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