Una “seconda marcia su Roma”, così il comitato Remigrazione sta propagandando il corteo che CasaPound, Veneto Fronte Skinheads e le altre realtà terranno sabato per sostenere la loro proposta di legge. Basta leggere i sei punti dei “remigratori” per vedere che non c’è una riga sui problemi reali che attanagliano milioni di italiani. Da decenni i salari perdono potere d'acquisto, il lavoro è sempre più precario, la casa diventa inaccessibile, la sanità pubblica viene smantellata pezzo dopo pezzo. Ma tutto questo per loro magicamente non esiste.
Forse perché questi problemi sono causati da decenni di politiche neoliberiste che loro fingono di criticare con la mano destra ma sostengono con quella sinistra. È, infatti, proprio dentro i drammi, l’impoverimento e la marginalità prodotta dall’ortodossia capitalista, che i remigratori trovano spazio e consenso. Il compito che assolvono è semplice: dare una falsa risposta a problemi reali, trasformare gli effetti di un sistema in colpe individuali, creare capri espiatori. Questi sedicenti patrioti non dicono che lo stesso sistema che precarizza il lavoro e cancella i servizi in Europa produce anche le condizioni che spingono milioni di persone a lasciare i propri paesi. Non dicono che gli Stati-nazione garantiscono la libera circolazione di merci e capitali, mentre gerarchizzano la mobilità delle persone, creando una massa di lavoratori differenziati per diritti, cittadinanza e possibilità di accesso ai servizi. È proprio questa segmentazione a rendere possibile una maggiore ricattabilità della forza lavoro e quindi maggiori margini di sfruttamento.
La remigrazione non mette in discussione nulla di tutto questo.
Al contrario si pone l’obiettivo di rendere ancora più sfruttabili intere categorie di persone. Per questo la scelta tra remigrazione e immigrazione è solo propaganda. La vera scelta è tra continuare a combattere guerre tra poveri oppure mettere finalmente in discussione un modello che produce povertà, sfruttamento e disuguaglianza.
Per questo siamo dalla parte di chi scenderà in piazza contro questo comitato di servi dei potenti. In quanto ai remigratori gli auguriamo di “marcire su Roma”.

Nessun commento:
Posta un commento