domenica 7 giugno 2026

«L'aspirina può aiutare a scoprire precocemente i sintomi del cancro alla prostata»: lo studio

 


Il farmaco potrebbe rendere evidenti sanguinamenti urinari minimi provocati dal tumore nelle sue fasi iniziali, così da sottoporsi a controlli preventivi prima dell'aggravarsi del quadro clinico

«L'aspirina può aiutare a scoprire precocemente i sintomi del cancro alla prostata», lo studio
«L'aspirina può aiutare a scoprire precocemente i sintomi del cancro alla prostata», lo studio

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Internal Medicine, l'aspirina potrebbe essere utilizzata per diagnosticare il cancro alla prostata prima della comparsa dei sintomi allarmanti. Il farmaco antiaggregante potrebbe infatti contribuire a rendere evidenti sanguinamenti urinari minimi provocati dal tumore ancora asintomatico, dando la possibilità di eseguire gli esami diagnostici in una fase più precoce e meno aggressiva.

La ricerca

Lo studio è stato effettuato dall'Università di Aarhus, in Danimarca, coordinato dalla ricercatrice Malene Soth Hansen, che con il suo team ha analizzato i dati sanitari di 50.771 cittadini danesi che hanno iniziato ad assumere aspirina tra il 2005 e il 2023 e di altri 156.191 individui trattati con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) diversi dal farmaco della Bayer. I risultati dei due gruppi sono stati poi messi a confronto con quelli della popolazione generale che non aveva assunto né aspirina né altri FANS.

Come funziona l'aspirina

Dal punto di vista farmacologico, l’aspirina riduce la capacità del sangue di formare coaguli inibendo l’aggregazione piastrinica. Questo meccanismo, utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, può però aumentare la probabilità di piccoli sanguinamenti. Nel caso della vescica, anche minime perdite ematiche possono rappresentare uno dei possibili segnali di un tumore in fase iniziale.

I dati dello studio mostrano che i soggetti che avevano appena iniziato a utilizzare aspirina venivano sottoposti più frequentemente a cistoscopia, un esame endoscopico che consente di osservare direttamente l’interno della vescica e dell’uretra tramite una telecamera molto sottile. Tuttavia, questo aumento degli accertamenti non si è tradotto in una maggiore incidenza complessiva di diagnosi di tumore rispetto alla popolazione generale, risultata simile nei diversi gruppi analizzati.

I risultati a confronto

La differenza principale emerge invece nello stadio della malattia al momento della diagnosi. Nei pazienti che assumevano aspirina, i tumori identificati risultavano meno spesso già invasivi rispetto a quelli osservati nei soggetti non trattati con il farmaco. Secondo gli autori, questo dato potrebbe indicare che l’aspirina contribuisce a far emergere neoplasie già presenti ma ancora silenti, anticipandone la diagnosi.

Un andamento diverso è stato osservato nei pazienti trattati con altri FANS. Anche in questo caso si è registrato un aumento delle cistoscopie, ma la frequenza di tumori diagnosticati non risultava ridotta e la distribuzione degli stadi non mostrava variazioni significative. 

Questo suggerisce che gli accertamenti effettuati in questo gruppo non siano altrettanto legati alla presenza di una patologia oncologica.

L'utilità dello studio

«Questi risultati sono molto incoraggianti», ha affermato Malene Soth Hansen, sottolineando come sia importante indagare con attenzione eventuali sintomi sospetti di tumore della vescica nei pazienti che iniziano una terapia con aspirina. Gli autori evidenziano inoltre che queste osservazioni potrebbero influenzare l’interpretazione di studi precedenti sul possibile effetto protettivo dell’aspirina nei confronti del tumore della vescica. Se il farmaco favorisce una diagnosi più precoce di tumori già esistenti, nei primi anni di osservazione potrebbe sembrare associato a un aumento delle diagnosi, senza che ciò rifletta un reale incremento del rischio.

Lo studio non dimostra un effetto preventivo dell’aspirina né suggerisce il suo utilizzo come strumento di screening oncologico. Indica piuttosto che l’attenzione ai sintomi urinari nei pazienti che iniziano una terapia antiaggregante potrebbe contribuire a una diagnosi più tempestiva di una delle neoplasie urologiche più comuni, migliorando le possibilità di intervenire in una fase precoce della malattia.

https://www.leggo.it/salute/prevenzione/aspirina_scoperta_tumore_prostata_sintomi_studio-9577298.html 

 

 

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