Da 6 decenni Cuba presenta all’ONU il conto dei danni causati dal blocco economico imposto dagli Stati Uniti nel 1959. È il sistema di sanzioni unilaterali “più completo e prolungato della storia”. E il conto, anno dopo anno, continua a salire.
Il totale: un buco da 170 miliardi
Secondo l’ultimo report del governo cubano, tra il 1959 e febbraio 2025 i danni accumulati a prezzi correnti superano i *170.677 milioni di dollari*. Se si calcola la perdita di valore del dollaro rispetto all’oro, la cifra esplode a *2,1 bilioni di dollari*.
Per dare un’idea: solo nei primi 7 mesi del 2021 Cuba ha perso 2.557,5 milioni di dollari. Una media di 365 milioni al mese, 12 milioni al giorno.
Anno per anno: l’accelerazione recente
Il governo cubano dettaglia i danni annuali solo dal 2019. E il trend è in crescita:
Periodo Danni milioni USD
Mar 2024 - Feb 2025 7.556,1
Mar 2023 - Feb 2024 5.056,8
Apr 2019 - Mar 2020 5.570,3
L’ultimo anno ha segnato un +40% rispetto al precedente. Cuba attribuisce l’aumento alle restrizioni finanziarie più severe e all’impossibilità di usare il dollaro nelle transazioni internazionali.
Dove colpisce di più
Il blocco, secondo l’ONU, “ha colpito praticamente tutti i settori dell’economia”. I danni si traducono in:
1. Sanità: Difficoltà a comprare ossigeno, ventilatori, farmaci e ricambi. Durante il COVID-19 Cuba ha dovuto destinare “ingenti risorse” per equipaggiare gli ospedali senza poter accedere ai fornitori USA.
2. Energia: 5 giorni di blocco costano 100 milioni per riparare una centrale. Un mese di ritardo sul piano solare 2025 vale 600 milioni di perdite.
3. Finanza: Cuba non può avere conti in dollari né chiedere prestiti a Banca Mondiale o BID. Deve usare banche di Paesi terzi, pagando commissioni altissime e subendo ritardi nei pagamenti.
4. Commercio: Nel 1959 il 73% dell’export cubano andava negli USA. Oggi Cuba è costretta a ricollocare tutto il commercio, con costi di trasporto e “esistenze immobilizzate” che pesano ogni anno.
La disputa dei numeri
Queste cifre riflettono la metodologia cubana. Washington sostiene che l’embargo non spiega da solo la crisi economica dell’isola. Ma per l’ONU il blocco resta “il principale freno allo sviluppo di Cuba” e ostacola il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.
Dal 1962 al 2026, il conto non si è mai fermato. E ogni anno, all’Assemblea Generale, Cuba lo rimette sul tavolo.
Fenix

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