I soggetti sottoposti a trattamento, hanno visto la loro speranza di vita raddoppiare: da 6,7 a 13,2 mesi

Daraxonrasib, si chiama così il farmaco sperimentale che riesce, stando ai risultati di uno studio clinico controllato, a raddoppiare la sopravvivenza di pazienti affetti da tumore del pancreas metastatico, portandola da 6.7 a 13.2 mesi . In campo medico, questo farmaco era già conosciuto, ma i risultati del test sono stati presentati ufficialmente solo lo scorso 31 maggio al Congresso Annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), dove sono stati accolti con grande entusiasmo da parte della comunità scientifica, e successivamente pubblicati sulla rivista medica, New England Journal of Medicine.
Lo studio
La ricerca di Daraxonrasib ha coinvolto 500 pazienti affetti da adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico, che avevano smesso di rispondere alla chemioterapia. Si tratta della forma di cancro al pancreas più comune e allo stesso tempo più aggressiva, che comporta una mortalità molto alta (generalmente 6-7 mesi dalla diagnosi) e spesso, per via della posizione "nascosta" del pancreas, viene scoperta già in fase avanzata. I partecipanti al trial sono stati divisi in due gruppi: uno ha seguito una terapia a base di daraxonrasib (248 pazienti); l'altro ha continuato con la classica chemioterapia (252 pazienti).
In media, il gruppo che aveva assunto daraxonrasib ha avuto una sopravvivenza di 13.2 mesi, mentre il secondo di soli 6.7 mesi, in media con le stime già conosciute. Il risultato, sebbene grandioso, non è tuttavia una cura definitiva: con il tempo smette di fare effetto, alcuni individui non rispondono agli stimoli e si verificano alcuni effetti collaterali leggeri come eruzioni cutanee, nausea, screpolature sulla punta delle dita e affaticamento.
Comunque, questi lati negativi sono facilmente sopportabili da chi vede la propria speranza di vita raddoppiare. Lo studio non va solo a restituire un po' di temporanea serenità a famiglie in difficoltà ma diviene una piccola torcia di speranza, visto che per la prima volta da decenni, un farmaco riesce a prolungare la sopravvivenza di chi è affetto da tumore del pancreas avanzato.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, solo l'1% dei partecipanti al trial ha dovuto sospendere il trattamento con daraxonrasib, contro l'11% dei pazienti sottoposti a chemio. Oltre a risultare più sopportabile rispetto alla chemio, il medicinale, essendo una pillola assumibile per via orale, non obbliga il paziente a recarsi in ospedale.
Come funziona il farmaco
Più del 90% dei casi di adenocarcinoma duttale pancreatico è legato a mutazioni della famiglia di geni RAS, in particolare della variante KRAS, che ne regola l’insorgenza e la progressione. Il gene KRAS controlla la produzione di proteine che si attivano quando una cellula deve replicarsi. In condizioni normali queste proteine restano in uno stato “inattivo”, ma le mutazioni oncogeniche le mantengono costantemente “accese”, favorendo una crescita cellulare incontrollata e portando alla formazione del tumore.
Negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi farmaci mirati contro queste proteine mutate, ma il tumore del pancreas tende spesso a sviluppare rapidamente resistenza a questo tipo di inibitori. A ciò si unisce la struttura stessa della proteina KRAS, la cui superficie è relativamente liscia e priva di vere e proprie cavità in cui i farmaci possano legarsi stabilmente per bloccarne l’attività.
Per questo motivo, colpirla in modo efficace è stata a lungo una delle sfide più difficili nella ricerca di terapie contro il tumore pancreatico.
Il daraxonrasib invece, fa parte di una nuova classe di inibitori di Ras, definiti multiselettivi: stando a quanto riportato anche dal New York Times, questi farmaci sono progettati per agire su un ampio spettro di proteine Ras mutate, intervenendo quando queste si trovano nello stato “attivo”, sia nelle cellule sane sia in quelle tumorali, convertendo di fatto lo stato attivo in inattivo.
«Il farmaco agisce come una sorta di collante molecolare: si lega a una proteina presente nelle cellule formando un complesso che si aggancia alla proteina Ras quando questa è nel suo stato attivo, bloccandola. Quando questa proteina ha un'attività elevata manda infatti segnali che fanno proliferare il tumore» spiega Chiara Cremolini, oncologa responsabile del programma sperimentazioni dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa, uno dei 4 centri italiani che hanno partecipato allo studio internazionale. «È in questa fase che va bloccata e sapevamo che riuscirci su uno spettro ampio di casi sarebbe stato molto rilevante dal punto di vista clinico. Con questa sperimentazione, finalmente siamo sulla buona strada».
Il processo di approvazione
In attesa dell’approvazione da parte della FDA negli Stati Uniti e dell’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali che ha già riconosciuto al daraxonrasib la designazione di “farmaco orfano” per accelerarne la valutazione, alcuni ricercatori coinvolti nello studio hanno chiesto all’azienda produttrice, la biotech statunitense Revolution Medicines, di rendere disponibile il farmaco in uso compassionevole anche per pazienti con tumore pancreatico che si trovano in Europa.
«Il passo successivo al quale ora puntiamo è di poter anticipare l'uso del farmaco anche ai pazienti in fase più iniziale di malattia e non metastatici, con l'obiettivo futuro di poter arrivare anche alla guarigione» ha dichiarato Cremolini all’ANSA. Si sta quindi valutando la somministrazione del trattamento anche a pazienti già operati ma privi di metastasi, con l’avvio di nuove sperimentazioni previsto per la prossima estate.
Nuove prospettive di ricerca
Ulteriori studi valuteranno anche l’associazione del daraxonrasib con altri farmaci, per verificare se questa strategia possa garantire risposte più durature nel tempo. Poiché le mutazioni dei geni RAS sono coinvolte anche in altri tumori, come quelli del polmone e del colon-retto, i risultati potrebbero avere ricadute più ampie. Secondo il Guardian, molecole simili sono già in fase di sperimentazione anche per queste neoplasie.
https://www.leggo.it/salute/medicina/tumore_pancreas_farmaco_sperimentale_prolunga_vita_come-9575607.html?refresh_cens
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