lunedì 1 giugno 2026

*ROMA, CAVALLI “DISERTORI” SULLA COLOMBO. BARBERA (PRC): “FINANCHE GLI ANIMALI RIFIUTANO LA PARATA DELLA GUERRA. SUBITO ASILO POLITICO PER I QUADRUPEDI OBIETTORI!*

 



*(AGENPARL)*- Roma, 30 Maggio 2026 - "La clamorosa fuga dei cavalli dell'Esercito, scappati nella notte durante

le prove della parata del 2 giugno tra le Terme di Caracalla e via

Cristoforo Colombo, non è un semplice incidente di percorso. È, a tutti gli

effetti, un gesto simbolico e involontariamente potente di disobbedienza

alla messa in scena della militarizzazione della nostra Repubblica".


Lo dichiara in una nota sarcastica Giovanni Barbera, Segretario della

Federazione di Roma e membro della Direzione Nazionale del Partito della

Rifondazione Comunista.


"Mentre le istituzioni – prosegue Barbera – continuano a investire risorse

pubbliche nella tradizionale esibizione di mezzi militari, blindati e

retorica bellicista — proprio mentre nel mondo si moltiplicano scenari di guerra — la natura ha offerto una sua inattesa lezione. È bastato il rumore

di alcuni petardi a ricordare che i cavalli sono animali liberi e

sensibili, che non intendono essere ridotti a comparse di una parata

militare.


Esprimiamo piena solidarietà di classe a questi splendidi "disertori" a

quattro zampe. La loro fuga tra le strade di Roma diventa, al di là delle

intenzioni, un gesto che interroga il senso stesso della celebrazione del 2

giugno e il suo progressivo svuotamento in chiave militarista.


Da anni ribadiamo che la Festa della Repubblica dovrebbe essere occasione

di attuazione dell'articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra, e

non una vetrina per l'industria bellica. Quest'anno, paradossalmente, è

stata la realtà a ricordarcelo nel modo più inatteso.


Chiediamo dunque, con il dovuto spirito ironico ma con una convinzione

politica reale, che a questi cavalli venga riconosciuto simbolicamente lo

status di obiettori di coscienza e garantita piena tutela da qualsiasi

forma di ritorsione o sanzione. Il 2 giugno l'Italia che ripudia la guerra

non sfila dietro i carri armati, ma corre libera insieme a chi, anche senza

saperlo, ha scelto la fuga come forma di libertà".

Giovanni Barbera

Nessun commento:

Posta un commento