Quella sera Lele Oriali, ai tempi non ancora ventenne, le aveva provate davvero tutte, ma il suo avversario non era alla sua portata.
La sua grandissima resistenza e la sua straordinaria forza di volontà non erano bastate, non contro quel fuoriclasse che risponde al nome di Johan Cruijff, che quella sera fu semplicemente di un'altra categoria, sotto tutti i punti di vista.
Anche quando Oriali provava ad accorciare su di lui, a marcarlo con il contatto fisico o a togliergli la profondità, Cruijff riusciva sempre e comunque ad arginarlo, confermando di essere ormai entrato negli anni d'oro della sua già ai tempi sublime carriera.
Arrivarono due gol, uno di rapina e l'altro di testa, sigillando ed archiviando la seconda Coppa dei Campioni vinta nella storia dell'Ajax, per quella che ancora oggi risulta essere la più grande finale internazionale della sua carriera.
54 anni fa, Johan Cruijff era semplicemente troppo per Lele Oriali, per una finale in cui l'Inter si ritrovò impotente di fronte ad un giocatore ed una squadra semplicemente troppo più forti.
L'immensità.
Gabriele Gilli ✍

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