venerdì 5 giugno 2026

La signora Iris e Pasquale, coinquilini con 60 anni di differenza: «Lei mi ha insegnato a fare la lavatrice, io l'ho aiutata quando è caduta»

 


Un match ideale trovato grazie a “Insieme siamo migliori”, il progetto di co-housing dell’ateneo Tor Vergata che contrasta il caro affitti e la solitudine, favorendo il dialogo intergenerazionale e interculturale

La signora Iris e Pasquale nella terrazza della casa di Frascati dove vivono
La signora Iris e Pasquale nella terrazza della casa di Frascati dove vivono

di Sabrina Quartieri

Col suo sguardo vispo e l’immancabile rossetto rosso delle occasioni, la signora Iris attende nella sua elegante terrazza puntellata di gerani la visita di monitoraggio delle operatrici dell’università degli studi di Roma “Tor Vergata”, che si affacciano sempre più di rado nella dimora di Frascati della proprietaria. Lei che, aderendo a “Insieme siamo migliori”, il progetto di co-housing intergenerazionale dell’ateneo, ad aprile 2025 ha accolto Pasquale, uno studente fuorisede 20enne che frequenta Scienze Infermieristiche. Oltre 12 mesi di convivenza, ormai, che i due coinquilini, allo scoccare dell’anno, sono andati a festeggiare. «Ci siamo mangiati una pizza. Ma è stata lei a guidare l’automobile, come ogni volta che andiamo al cinema», racconta il giovane cresciuto con tanti familiari, tra cui una sorellina di cui occuparsi, e poco spazio per sé ad Afragola, in provincia di Napoli. Oggi però, grazie all’opportunità di aver trovato ospitalità in cambio di un rimborso spese di soli 200 euro, il ragazzo ha una bella camera, il suo bagno e può studiare fuori all’aria fresca, davanti a dei bei tramonti. Così Pasquale riesce a dedicarsi al corso, senza doversi più svegliare alle 4 del mattino, come quando il primo anno si era trasferito dai suoi a Rieti, dove lavorano da tempo, per avvicinarsi un po’.

Un’esperienza formativa

Pasquale nella sua stanza da letto a casa della signora Iris

Alla proprietaria di casa, lo studente dà ancora del lei e fa suo ogni prezioso consiglio di vita che arriva da chi ha molta più esperienza di lui: «La signora Iris mi ha insegnato l’organizzazione. Prima dimenticavo sempre le chiavi, ad esempio. Come una volta che avevo avvisato in ritardo, lei era già a letto e aveva messo l’allarme, così ho dormito in macchina», ricorda lo studente, scambiando un sorriso con la sua coinquilina, che interviene: «Ci tengo che diventi responsabile e che, se sbaglia, lo riconosca. In poco più di un anno è cresciuto tantissimo, ora sa fare la lavatrice, stendere e apparecchiare benissimo la tavola», spiega la quasi 83enne che dà del «giovane vecchio» al 20enne. «Lei mi dà equilibrio, il senso di famiglia. La sua età fa pensare a una nonna, invece è tanto autonoma. Io al massimo la aiuto con la benzina al self service o con la spesa pesante. Una volta le ho fatto da infermiere, però. Era caduta e aveva una ferita in testa, l’ho sanificata e le ho asciugato i capelli», racconta Pasquale, che si prepara per diventarlo e che, nonostante la borsa di studio ottenuta che gli consentirebbe di pagare un affitto più alto altrove, magari in una casa con altri giovani, non ci pensa proprio a lasciare la signora Iris e spera di restare ancora tanto. 

Una casa troppo grande

Pasquale e la signora Iris nello studio-libreria della casa in cui vivono

«La mia casa è enorme, così dopo aver rinunciato ad accogliere dei profughi ucraini, visto che la Caritas non mi dava informazioni su di loro, ho ascoltato il consiglio di un’infermiera e ho aderito al progetto di Tor Vergata, compilando il questionario in cui ho espresso le mie esigenze e il mio match ideale è stato Pasquale», riferisce la ex insegnante di Ragioneria e Tecnica bancaria. Per lei «è come avere uno dei miei ragazzi della scuola». Iris è stata molto specifica nel mettere nero su bianco le sue necessità: voleva che ognuno fosse indipendente e che si rispettassero gli spazi. Ricevendo poi i suoi figli il weekend, aveva richiesto qualcuno che accettasse la settimana corta. Nessuna preferenza invece in merito a religione e razza. Da figlia di un albergatore ligure di Rapallo, «per me incontrare gente di ogni parte del mondo è sempre stata una routine. Sono vedova, volevo solo chiacchierare ogni tanto con qualcuno. Ma Pasquale è nato nel 2006, quello che è successo prima non lo sa. 

Così gli spiego io i casi di cronaca del passato e gli parlo dei film d’epoca, e lui quando sta in mia compagnia usa sempre meno il cellulare». Weekend compresi, perché ormai la proprietaria non pretende più la casa libera. Il ragazzo è diventato «il pupillo di mamma», così lo chiamano i figli di Iris e lui, di tanto in tanto, la omaggia con dei fiori.

Insieme siamo migliori

La prorettrice dell’ateneo, professoressa Rosaria Alvaro, insieme agli altri membri del team impegnati nel progetto “Insieme siamo migliori”

La prorettrice dell’ateneo, professoressa Rosaria Alvaro, spiega che «da novembre 2024, grazie alla piattaforma che mette in relazione studenti e studentesse fuorisede e internazionali con anziani, famiglie e coppie che offrono stanze libere a prezzi calmierati in cambio di piccoli aiuti quotidiani, sono state attivate circa 20 convivenze. Abbinamenti accompagnati poi nel tempo dal team con il supporto di una psicologa». Un progetto fortemente voluto dal Rettore Nathan Levialdi Ghiron, che aggiunge: «È una soluzione abitativa, in risposta agli elevati costi di locazione e per favorire l’incontro. Lo studente, inserito in un luogo più umano fatto di relazioni stabili e qualificanti per la formazione, come il dialogo intergenerazionale e interculturale, si sente più tranquillo. Chi lo accoglie ritrova la gioia di un contesto vivo e crea legami, tanto da vederli poi alle tesi di laurea», conclude la figura al vertice dell’ateneo che dà un contributo alla società «contrastando fragilità giovanili e solitudine sociale».


 

https://www.leggo.it/italia/roma/05_giugno_2026_co_housing_roma_torvergata_studenti_anziani_pasquale_signore_iris_affitti_prezzi_calmierati_aiuti_quotidiani-9557544.html 

 

 

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