Ecco cosa fa realmente la destra. Ecco il loro vero volto sul lavoro e cosa intendono per "salario giusto".
Di soppiatto, senza clamore, mentre ci sono i ballottaggi e i “big” distraggono le masse con la legge elettorale, tre piccoli parlamentari di Lega (Nisini), Fdi (Rizzetto) e Fi (Tenerini) hanno infilato un altrettanto piccolo emendamento al dl Lavoro sul “salario giusto” che prevede una cosa semplicissima: consentire agli sfruttatori che usano contratti pirata di poterli normalizzare e accedere pure a benefici pubblici.
Il trucco è semplice. Oggi sedicenti imprenditori che sono in realtà briganti – perché vanno chiamati per quello che sono – sfruttano soprattutto camerieri, operai e manovali, commessi e altre categorie di lavoro manuale attraverso contratti di sindacati minori (di destra o estrema destra, guarda un po’!) che consentono di pagare una miseria come fisso, ma che poi parano il posteriore con variabili grottesche (bonus premiale, indennità, premi etc.) o fanno proprio finta di alzare il netto con welfare aziendale che poi magari non viene mai erogato.
Oggi questa cartaccia è purtroppo legale, ed è già un problema. Ma sapete cosa accade grazie a questi tre piccoli parlamentari? Che quel “cumulo” di variabile gonfiato con cose spesso fittizie può diventare “salario giusto”. Conseguentemente, ricchi premi, bonus e bei soldini ai padroni.
Non gli basta che questa gente sfrutti il prossimo: li vogliono pure premiare se questi si mangiano vive le persone che si fanno anche due ore di mezzi per lavorare un’intera giornata e prendere una miseria.
Vi direi vergognatevi, ma tanto non sapete cosa sia la vergogna.
Leonardo Cecchi

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