sabato 6 giugno 2026

Ugo Forno

 


La mattina del 5 giugno 1944, dopo nove mesi di occupazione tedesca, le truppe alleate erano ormai a Roma. E proprio quel giorno, un ragazzo di 12 anni decise che non poteva restare a guardare. Quel ragazzo si chiamava Ugo Forno.

Era nato a Roma il 27 aprile 1932 e viveva nel quartiere Trieste. Frequentava la scuola media Settembrini ed era un ragazzo intelligente, vivace, generoso e pieno di entusiasmo. Nella tarda mattinata del 5 giugno, Ugo venne a sapere che alcuni reparti tedeschi in ritirata stavano preparando la distruzione del ponte ferroviario sull'Aniene, lungo la via Salaria, un'infrastruttura fondamentale per l'avanzata degli Alleati.

Ugo recuperò un fucile e convinse alcuni giovani a seguirlo. Insieme raggiunsero il ponte e aprirono il fuoco contro i guastatori tedeschi impegnati a collocare gli esplosivi. Lo scontro fu breve ma violentissimo. I tedeschi, sorpresi dalla resistenza incontrata, furono costretti a interrompere l'operazione e a ritirarsi. Il ponte venne salvato.

La reazione nemica però fu immediata. Alcuni colpi di mortaio investirono il gruppo degli improvvisati difensori. Ugo fu colpito mortalmente dalle schegge. Morì sul posto. Nello stesso combattimento persero la vita e rimasero feriti anche altri giovani che avevano partecipato all'azione.

Per questo motivo Ugo Forno è ricordato come l'ultimo caduto della Resistenza romana. Tra le molte figure della Resistenza italiana, quella di Ugo Forno resta una delle più toccanti. Perché è quella di un ragazzo che amava la scuola, gli amici e la vita. E proprio per questo il suo sacrificio continua a parlare alle generazioni successive, a chiunque non si volti dall’altra parte e non si arrenda di fronte alle ingiustizie del nostro tempo.

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