Non è che il Graal vero sia lì nascosto eh, ma l’architetto Gino Coppedè lo avrebbe “nascosto” nei simboli tra il 1915 e il 1927.
La storia in breve:
1. Piazza Mincio è il cuore del quartiere. Al centro c’è la Fontana delle Rane con 12 rane che saltano.
2. La vasca centrale ha proprio la forma di una coppa → da lì nasce il collegamento col Santo Graal, la coppa dell’Ultima Cena.
3. Coppedè ha riempito tutto il quartiere di simboli esoterici/massonici: grifoni, cavalieri, stelle, tridenti, richiami danteschi.
4. L’arco d’ingresso su via Tagliamento sembra proprio una “soglia iniziatica”. Quindi Piazza Mincio diventa una “mappa simbolica” dove il Graal non lo trovi, lo intuisci.
C’è anche un articolo di Repubblica del 2007 “Il Santo Graal è a Roma”, ma è più un gioco di misteri urbani che una prova storica.
Insomma: a Roma il Graal non è conservato, ma “nascosto in bella vista” tra i palazzi fiabeschi di Coppedè. Se ci passi, guarda la coppa-fontana e le 12 rane con occhi diversi
Fenix

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