BELFAST AND FURIOUS – IL TENTATO OMICIDIO DI STEPHEN OGILVY PER MANO DEL RIFUGIATO SUDANESE HADI ALODID AVRÀ ANCHE SCATENATO GLI ISTINTI DEI PARA-NAZISTI COME STEPHEN LOWE E NIGEL FARAGE, MA CIÒ NON TOGLIE CHE CI SIA UN PROBLEMA CON L’IMMIGRAZIONE NEL REGNO UNITO – IL CAOS IN IRLANDA DEL NORD SEGUE ALLA MORTE DEL DICIOTTENNE BIANCO HENRY NOWAK, CHE HA PERSO LA VITA DURANTE UN ARRESTO MENTRE RIPETEVA AGLI AGENTI: “NON RIESCO A RESPIRARE”, COME L’AFROAMERICANO GEORGE FLOYD NEL 2020 NEGLI USA – LA RABBIA DEL “POPOLO” DI DESTRA ARRIVA DOPO ANNI DI ACCOGLIENZA A TUTTI I COSTI E DELIRI ANTIRAZZISTI: IN INGHILTERRA UN QUINTO DELLA POPOLAZIONE È COMPOSTO DA IMMIGRATI – SCOTLAND YARD: “RUSSIA E IRAN FOMENTANO LE TENSIONI”
1 - CAPO SCOTLAND YARD EVOCA RUOLO DI RUSSIA E IRAN SUI SOCIAL IN SCONTRI BELFAST
belfast, rifugiato sudanese cerca di decapitare uomo
(ANSA) - Il comandante di Scotland Yard, Mark Rowley, ha dichiarato che i discorsi d'odio e gli appelli a scendere in piazza diffusi via social, soprattutto dai gruppi dell'ultradestra, sono "sicuramente un fattore" nei disordini anti-migranti in Irlanda del Nord, evocando anche un possibile coinvolgimento di Russia e Iran per fomentare le tensioni nel Regno Unito.
2 - BELFAST, LA FAMIGLIA DEL FERITO: NON SFRUTTATE LA NOSTRA TRAGEDIA E MUSK «ALIMENTA» I DISORDINI
Estratto dell’articolo di Paola De Carolis per il “Corriere della Sera”
Un assetto da battaglia con zone chiuse al traffico, i trasporti pubblici in parte sospesi, negozi che con le saracinesche abbassate in anticipo, un dispiegamento massiccio di agenti, 27 persone sfollate, finestre e porte sfondate, case bruciate.
Se è orripilante il tentato omicidio di Stephen Ogilvy, radiologo di 40 anni, per mano di un rifugiato sudanese, Hadi Alodid, non è meno sconcertante la violenza anti-immigrati che a tanti anni dai Troubles ha ritrasformato Belfast in una zona di guerra.
La famiglia della vittima, che ha perso l’occhio sinistro e rimane in ospedale, ha voluto lanciare un appello alla calma, sottolineando che «la protesta pacifica è l’unico modo di andare avanti».
[…] Il premier Keir Starmer ha definito «scioccanti e del tutto inaccettabili» i disordini: «non c’è giustificazione per la violenza e ha minacciato le nostre comunità, né per coloro che l’hanno incoraggiata, online o altrove».
È chiaro, all’indomani di una notte di fuoco, che la situazione sia stata aggravata dai social, con messaggi condivisi su WhatsApp e Telegram che invitavano uomini bianchi a radunarsi con il volto coperto in luoghi specifici e a essere «pronti a combattere e essere arrestati».
Elon Musk, con un nuovo intervento sulla situazione politica del Regno Unito, ha fatto la sua parte rilanciando sulla piattaforma X il video del tentato omicidio, i dettagli delle adunate e le parole di Rupert Lowe, deputato che con il suo Restore Britain sta togliendo consensi dell’estrema destra al Reform di Nigel Farage.
Stando alla ricostruzione degli inquirenti, Alodid aveva raggiunto Belfast da Dublino in autobus nel febbraio 2023 sfruttando l’assenza di controlli via terra nell’Area di viaggio comune (che comprende Irlanda, Regno Unito, l’isola di Man, Jersey e Guernsey).
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A Dublino era arrivato dalla Francia. A Belfast aveva richiesto il permesso di soggiorno ottenendo, nel settembre dello stesso anno, un visto quinquennale. «È un rifugiato, ha seguito le procedure», ha sottolineato Naomi Long, ministra per la giustizia del Nord Irlanda.
«Il dibattito sul suo status è inutile. Siamo tutti sconcertati da quello che è successo ma ciò che mi turba è che ci siano persone che alcuni giorni fa non sarebbero state in grado di trovare Belfast su una cartina che stanno strumentalizzando la paura della gente». Alodid «non rappresenta gli immigrati e non rappresenta la comunità sudanese, che ora vive nella paura di rappresaglie».
[…] Pur facendo appello alla calma, i conservatori di Kemi Badenoch hanno sottolineato che il governo «ha mentito quando ha promesso che avrebbe reso più sicure le frontiere del Paese». Nigel Farage, che con il suo Reform è in testa ai sondaggi, ha definito l’accoltellamento un gesto barbarico, precisando che il responsabile non avrebbe dovuto trovarsi nel Regno Unito: «È entrato in questo Paese illegalmente. È una sorpresa allora che la gente a Belfast e in altre zone abbia paura?».
2 - BELFAST, NOTTE DI ROGHI DOPO LE VIOLENZE RAZZISTE "CODARDI DISGUSTOSI"
Estratto dell’articolo di Antonello Guerrera per “la Repubblica”
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[…] Ieri sera Belfast ha chiuso all'una di pomeriggio, come tutte le scuole. Negozi e case sprangate. Mezzi pubblici fermi dalle 18. Autorità che hanno esortato genitori, zii e nonni a sorvegliare quei figli dell'odio. Odio scatenato dalla quasi decapitazione di residente locale 40enne, Stephen Ogilvy, brutalmente massacrato lunedì sera da un rifugiato sudanese, il 30enne Hadi Alodid, giunto a Belfast nel 2023 passando per Francia e Irlanda e ieri incriminato.
Anche la famiglia di Ogilvy, che ha perso l'occhio sinistro e ieri era in coma, si appella alla calma: «Siamo devastati ma la protesta pacifica è l'unica via. Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere o alimentare l'ostilità».
Qualcuno, come la deputata laburista Claire Hanna, l'ha chiamato «pogrom», come quelli del 1969 contro i cattolici. Ieri sera la polizia era schierata in massa a Belfast e intorno agli hotel di migranti e richiedenti asilo, usando cannoni ad acqua contro i rivoltosi prima che calassero le tenebre, per provare ad evitare il remake delle scene agghiaccianti della notte tra martedì e mercoledì.
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[...] Su Lendrick Street, i giovani razzisti hanno distrutto i negozi di barbieri turchi. Rifugiati ucraini sono fuggiti dalle porte in fiamme. Alle case abitate da africani hanno spaccato le finestre. Molti stranieri stanno già facendo le valigie: «Terrificante, ce ne andiamo dopo molti anni qui», confessano il sudanese Mohammed Mahmoud e altri.
Pure a Jamie Corrie, un giovane bianco, hanno bruciato la casa dopo che un'auto è stata incendiata all'esterno. «Sono distrutto», diceva ieri alla Bbc, «eppure sono uno di loro…». Il pastore protestante Jack McKee ha scritto su Facebook che uomini e donne sono stati presi di mira «soltanto perché erano neri».
La prima ministra nordirlandese Michelle O'Neill, repubblicana del partito Sinn Féin, è una furia: «Sono dei codardi disgustosi».
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Il suo mentore Gerry Adams: «Basta razzismo». Condanna anche dal primo ministro britannico Keir Starmer: «Le scene cui abbiamo assistito sono scioccanti e inaccettabili. Sono state attaccate persone per loro origini. Io non lo tollererò».
Starmer ha anche accusato «coloro che online fomentano la violenza». Il premier si riferisce a Elon Musk e al criminale di estrema destra Tommy Robinson, che sul social media X hanno incitato le persone a scendere in strada. Musk, dall'America, ieri rilanciava compulsivamente online che «c'è il diritto di protestare».
Come è accaduto ieri anche in pieno centro nell'accogliente Dublino.
Ma la voce della ragionevolezza è rauca, mentre sono sempre più virali la violenza e le minacce online, dove i teppisti si organizzano e fanno circolare addirittura gli indirizzi di altre potenziali vittime. Il tutto a pochi giorni dai disordini a Southampton (cinque arresti ieri) per l'omicidio del 18enne bianco Henry Nowak, che ha scatenato le proteste del nazionalista Nigel Farage al grido di «White Lives Matter», evocando una «pura, rabbia fredda» e ieri pure il divieto totale agli immigrati sudanesi, una volta al governo.
Almeno ci restano gli eroi, perché Ogilvy è salvo grazie ad alcuni residenti eroi del quartiere, come il padre di famiglia Matt McKiernan, che hanno neutralizzato l'aggressore anche con una mazza da hurling, il celebre sport irlandese: «Eravamo appena andati a giocare con mio figlio, e l'avevo con me». Ma dura, durissima è la notte di Belfast.
https://www.dagospia.com/cronache/belfast-and-furious-tentato-omicidio-stephen-ogilvy-per-mano-rifugiato-477069


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