sabato 13 giugno 2026

Credo sia una decisione saggia

 


Milano, oratorio di Baggio, parrocchia San Giovanni Bosco. Quest'estate il parroco don Giovanni Salatino ha preso una decisione che ha fatto discutere: ha concesso agli animatori musulmani del Grest, l'oratorio estivo, una sala riservata dove pregare secondo la fede islamica. Qualcuno, sui social, lo ha ribattezzato ironicamente "don Saladino".


La diocesi di Milano non ha frenato. Anzi, ha appoggiato la scelta: sul suo sito ufficiale ha presentato l'iniziativa come un passo avanti verso il dialogo interreligioso, un segno di accoglienza dentro un luogo che d'estate raccoglie ragazzi di ogni provenienza.


A rompere l'equilibrio è arrivato il consigliere regionale Alessandro Corbetta, della Lega. In un comunicato ha definito la decisione "da far rabbrividire" e ha parlato apertamente di "islamizzazione degli oratori". "Non è un episodio isolato", ha detto, "ma l'ennesimo tassello di una deriva intrapresa da tempo dalla diocesi". Per lui gli oratori devono restare un simbolo della tradizione cristiana e cattolica, non trasformarsi in spazi per altre confessioni.


Il consigliere ha ricordato che non è il primo caso. Anche in Brianza, a Renate e Veduggio, i fedeli musulmani avevano trovato spazio in un oratorio per la preghiera di fine Ramadan. "In nome di un multiculturalismo senza limiti si finisce sempre per chiedere ai cattolici e agli italiani di arretrare", ha concluso. "Accogliere e integrare non significa rinunciare a ciò che siamo". La diocesi, per ora, non ha cambiato rotta.

Facebook 

Nessun commento:

Posta un commento