GHIACCIO BOLLENTE - SCOPATE, MOLESTIE, TENTATI OMICIDI: LA VITA FOLLE DEI RICERCATORI NELL’ANTARTIDE – AD APRILE UNO STUDIOSO DELLA STAZIONE COREANA HA INSEGUITO CON UN COLTELLO I COLLEGHI, ED È STATO ISOLATO E RINCHIUSO IN UNA STANZA PER TRE SETTIMANE (POI UN AEREO È ANDATO A PRELEVARLO) – GLI SBROCCHI LEGATI ALLA CONVIVENZA FORZATA, AL CLIMA IMPOSSIBILE (-70 GRADI) E ALLA NOIA SONO FREQUENTI: BASTA UNA PARTITA DI SCACCHI FINITA MALE O UN “TRIANGOLO AMOROSO” A FAR SALTARE I NERVI DEGLI SCIENZIATI, CHE SI ADEGUANO: “MI MUOVO CON UN MARTELLO NEL PETTO”…
Estratto dell’articolo di Elena Dusi per www.repubblica.it
RICERCATORE COREANO CON COLTELLO INSEGUE I COLLEGHI
L’assassino della porta accanto è rimasto chiuso nella sua stanza per tre settimane. Tanto c’è voluto perché un aereo lo venisse a prelevare da 14 mila chilometri di distanza e lo assicurasse finalmente alla giustizia.
L’allarme era scattato il 13 aprile, quando le telecamere interne della base antartica sudcoreana avevano mostrato un ricercatore brandire un coltello e i suoi colleghi fuggire in fretta e furia dalla mensa. Il gruppo stava trascorrendo il lungo inverno antartico nella stazione coreana Jang Bogo, che si trova proprio accanto alla base italiana Mario Zucchelli.
[…] Da febbraio a novembre i ricercatori antartici vivono isolati. Quando, nel pieno dell’inverno, le temperature scendono fino a meno settanta, nessun mezzo di trasporto – né aerei né motoslitte – può accorrere in aiuto. “Anche se i voli sono sospesi a causa dell’arrivo dell’inverno australe, siamo riusciti a effettuare un trasporto d’emergenza attraverso la collaborazione logistica di altri paesi” ha spiegato Kopri, l’istituto di ricerca polare coreano.
Il ricercatore con il coltello è stato “rimosso” dalla stazione il 7 maggio e riportato in patria. Nel frattempo ha vissuto confinato nella sua stanza. “Gli altri 17 membri della spedizione hanno ricevuto un supporto psicologico da remoto” spiega Kopri.
L’istituto polare coreano non ha reso noti i motivi della rabbia dell’uomo. Si sa che ha circa 50 anni e aveva fabbricato da solo la sua arma, forgiando in officina una lama d’acciaio di circa 30 centimetri. Lo stress provocato da una convivenza lunga e forzata è un fenomeno di cui gli organizzatori delle missioni sono ben consci, tanto che i ricercatori che svernano in Antartide sono studiati dalle agenzie spaziali che programmano viaggi di lunga durata, ad esempio su Marte.
[…]
L’anno scorso un grido di aiuto era arrivato dagli 8 ricercatori chiusi per tutto l’inverno nella base antartica del Sudafrica. Uno dei loro colleghi aveva attaccato e minacciato di morte il capo missione per un cambio di turni che non aveva gradito. “Sono molto preoccupato per la mia sicurezza” aveva scritto lui ai colleghi in patria[…]
È normale, avevano spiegato in quell’occasione gli psicologi, che in condizioni di noia e isolamento prolungato i piccoli stimoli vengano ingigantiti e diventino fonte di rabbia enorme. Nel 2017 in un’altra base sudafricana sull’isola Marion, vicino all’Antartide, un ricercatore aveva distrutto con l’ascia la stanza di un collega. All’origine della lite, riportarono le indagini, c’era “un triangolo amoroso”.
Le cronache della base russa Vostok raccontano di una partita a scacchi finita male, nel 1959, con il vincitore ucciso da un fendente al petto inferto con un’ascia usata per spaccare il ghiaccio. Nel 2018 un altro russo, Sergey Savistsky, aveva accoltellato il collega Oleg Beloguzov che aveva il vizio di rivelargli in anticipo il finale dei gialli della biblioteca della base antartica di Bellingshausen. Lo scienziato colpito è rimasto tra la vita e la morte per settimane nell’isola di Saint George, con una ferita al cuore. Al ritorno i due si sono riconciliati e Beloguzov ha rinunciato a denunciare il compagno di letture dispettoso.
Più diffuse ancora sono le denunce di molestie sessuali […]. Nel 2022 il problema era scoppiato nella base australiana. Un rapporto sugli incidenti aveva elencato “contatti fisici indesiderati, richieste di rapporti sessuali, scherzi, battute, domande invadenti, presentazione di materiali pornografici”. […] Lo stesso anno un rapporto sulle molestie subite dalle ricercatrici della stazione americana McMurdo aveva raggiunto Washington e la sede della National Science Foundation, che aveva reagito limitando la vendita di alcol nel bar della base. “Per sentirmi più sicura mi muovo nella base con un martello nel petto” aveva raccontato una scienziata.
https://www.dagospia.com/cronache/ghiaccio-bollente-scopate-molestie-tentati-omicidi-vita-folle-dei-475262




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