domenica 14 giugno 2026

GLI IRANIANI NON HANNO INTENZIONE DI FARE A TRUMP UN REGALO DI COMPLEANNO – IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA VOLEVA FAR COINCIDERE LA FIRMA DELL’ACCORDO DI PACE CON TEHERAN CON I FESTEGGIAMENTI PER I SUOI 80 ANNI (CHE RICORRONO OGGI). MA I PASDARAN CONTINUANO A RIMANDARE AI “PROSSIMI GIORNI”

 

GLI IRANIANI NON HANNO INTENZIONE DI FARE A TRUMP UN REGALO DI COMPLEANNO – IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA VOLEVA FAR COINCIDERE LA FIRMA DELL’ACCORDO DI PACE CON TEHERAN CON I FESTEGGIAMENTI PER I SUOI 80 ANNI (CHE RICORRONO OGGI). MA I PASDARAN CONTINUANO A RIMANDARE AI “PROSSIMI GIORNI” – IL TYCOON: “HANNO ACCETTATO DI NON AVERE L’ATOMICA, A BREVE LO STRETTO DI HORMUZ RIAPRIRÀ” – L’INTESA È UNA PESSIMA NOTIZIA PER NETANYAHU. YAIR LAPID, LEADER DELL’OPPOSIZIONE MODERATA DI CENTROSINISTRA, TUONA: “È UN COMPLETO FALLIMENTO, CI TRASFORMA IN UNO STATO CLIENTE: IL REGIME SOPRAVVIVE, IL PROGRAMMA MISSILISTICO RIMANE ATTIVO E L’IRAN PUÒ RICOSTRUIRE IL PROGRAMMA NUCLEARE...”

donald trump stretto di hormuz guerra iran 

TRUMP RIBADISCE, 'L'IRAN HA ACCETTATO DI NON AVERE L'ATOMICA, A BREVE HORMUZ APRIRÀ'

donald trump - guerra in iran

(ANSA) - "Abbiamo la Repubblica Islamica dell'Iran che ha appena accettato di non avere mai un'arma nucleare, e lo Stretto di Hormuz aprirà a a breve": è quanto affermato in un post su Truth dal presidente Usa, Donald Trump. Nel messaggio, che non specifica quando di preciso potrebbe riaprire lo Stretto, Trump annuncia il suo 'endorsement' al congressista Mike Collins, ora candidato repubblicano al Senato per la Georgia.

 

TRUMP ASSICURA AGLI AVVERSARI, STATE PER ESSERE "DISORIENTATI"

(ANSA) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato un'immagine elaborata con l'IA su Truth promettendo di "disorientare" i suoi avversari. "State per essere disorientati", si legge nell'immagine. Trump è raffigurato in piedi, presumibilmente su una portaerei, mentre osserva con un binocolo navi che sventolano la bandiera a stelle e strice e aerei da combattimento.

 

TRUMP MOJTABA KHAMENEI USA IRAN

LAPID, 'L'ACCORDO CHE SI DELINEA CON L'IRAN È UN COMPLETO FALLIMENTO DI NETANYAHU'

(ANSA) -  Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha affermato in un post su X che l'accordo in via di definizione con l'Iran non raggiunge alcuno degli obiettivi della guerra. "Il regime sopravvive, il programma missilistico rimane attivo e l'Iran può ricostruire il suo programma nucleare", ha scritto.    "Questo è un fallimento totale da parte di Netanyahu, e ci trasforma in uno Stato cliente che riceve istruzioni in materia di sicurezza nazionale", ha aggiunto.

 

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP

IRAN-USA LA PACE DI TRUMP

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “La Stampa”

 

A Ginevra ci sarà solo il quartier generale che ospita parte della delegazione Usa impegnata nel G7 della vicina – e in terra francese – Evian. E in Pakistan non ci sarà nessuna appendice di negoziati quest'oggi fra pachistani e iraniani. «Il team negoziale non ha in programma di visitare Ginevra o altre località», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei.

 

Ma sembrano più dettagli logistici, quasi un braccio di ferro della comunicazione fra Usa e Repubblica islamica per dominare il racconto di chi ha vinto e chi ha perso la guerra lunga oltre tre mesi e di chi detterà le regole della firma del Memorandum d'intesa che chiuderà il conflitto, e aprirà la strada a negoziati sul nucleare e altri temi chiave.

 

PALAZZI DISTRUTTI DALLE BOMBE A TEHERAN - FOTO LAPRESSE

Ieri sera, dopo che per ore si era paventata l'ipotesi di un blitz di JD Vance a Ginevra per firmare l'intesa, è arrivata da fonti Usa riportate da Al Arabiya la conferma che l'intesa ci sarebbe stata, ma che la firma sarebbe stata "virtuale". [...]

 

Ipotesi che si è poi via via consolidata aprendo però l'interrogativo di quando sarebbe avvenuta. Fonti Usa hanno spiegato alla Cnn che la decisione di non tenere un faccia a faccia è dettata da ragioni logistiche anche alla luce della concomitanza del G7. Ma si fa anche notare come, essendo ormai chiuso il Memorandum e con alcuni elementi in cui le posizioni non collimano precisamente, ogni rinvio rischierebbe di mettere tutto a repentaglio.

 

JD VANCE CON IL PREMIER PAKISTANO Shehbaz Sharif E IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO IRANIANO MOHAMMAD GHALIBAF

Teheran ha spostato le lancette «nei prossimi giorni»; fino a quando Donald Trump, alla vigilia delle mega celebrazioni per i 250 anni degli Usa e della lotta libera nel South Lawn della Casa Bianca che, coincidenza, marcherà il suo 80° compleanno, ha consegnato l'ennesimo passo avanti su Truth dicendo che l'accordo «dovrebbe essere firmato domani (oggi, ndr)». Un'accelerazione probabilmente per evitare che il "diavolo" nei dettagli faccia naufragare anche l'accordo già annunciato, unilateralmente ben 39 volte dal presidente Usa negli ultimi 90 giorni.

 

Lo Stretto di Hormuz verrà subito riaperto per tutti, sostiene il leader americano con un eccesso di ottimismo visto che gli iraniani hanno ribadito che «dovremmo fare pagare i servizi nello Stretto», versione edulcorata di pedaggio. Sempre da Teheran si fa sapere che l'intesa è comunque raggiunta, ma qualche dettaglio può ancora essere limato ed è per questo che su un canale Telegram i Pasdaran dicono non solo che non firmeranno oggi, ma che «l'insolita insistenza» di Trump sulla firma entro 24 ore rappresenta «un test per il team negoziale iraniano». Da Teheran alla Casa Bianca è arrivato chiaro il messaggio che «il Memorandum non è ancora stato finalizzato».

 

IRAN TRUMP

In un briefing con i giornalisti, un alto rappresentante dell'Amministrazione ha sottolineato che l'accordo è quasi definito. E si evidenzia, per quanto concerne Hormuz, che «l'Iran lo aprirà perché questo è un requisito. E sarà aperto senza pedaggi. Al contempo noi rimuoveremo il blocco navale. Parte della fase successiva sarà lo sminamento. È qualcosa che possiamo fare, ne abbiamo le capacità, ma queste le hanno anche diversi Paesi del G7 che hanno proposto di unirsi a noi».

 

Il funzionario ha quindi fatto riferimento alla coalizione dei Volenterosi citando «Regno Unito e Francia che hanno già diverse navi in mare e alcune vicine. Quando lo Stretto riaprirà quindi sarà utile che questi 7 Paesi possono partecipare per riportare le cose alla normalità il più rapidamente possibile».

 

CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN

Uno dei nodi dell'intesa è legato allo scongelamento dei fondi iraniani. Anche su questo gli Usa non vogliono sbilanciarsi e il leader Usa ha ovviamente evidenziato la differenza fra l'accordo che ritiene di stare per chiudere e quello negoziato nel 2015 da Barack Obama, il Jcpoa poi cancellato nel suo primo mandato da Donald Trump.

 

Il capo della Casa Bianca ha detto che «a differenza dei centinaia di miliardi che Obama ha versato loro, inclusi 1,7 miliardi in contanti, non ci sarà alcuno scambio di denaro». Sul nucleare, invece, «quando tutto sarà tranquillo, interverremo per recuperare il materiale ("nuclear dust" nel gergo) sepolto in profondità sotto le imponenti montagne di granito grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti e lo disintegreremo e distruggeremo sia in Iran sia negli Stati Uniti».

donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iranBENJAMIN NETANYAHU AL MURO DEL PIANTO PREGA PER TRUMP DOPO L ATTACCO AMERICANO ALL IRAN

 

donald trumpDONNA PIANGE DI FRONTE A UN PALAZZO DISTRUTTO DALLE BOMBE A TEHERAN - FOTO LAPRESSE

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https://www.dagospia.com/politica/gli-iraniani-non-intenzione-trump-regalo-compleanno-demente-477282 

 

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