1. Nixon ci ha pensato seriamente, più volte
Dai documenti declassificati risulta che:
- 1969: Con la “Madman Theory” voleva far credere a URSS e Vietnam del Nord che era “pazzo al punto da premere il bottone nucleare” per farli sedere a trattare. Il 27 ottobre 1969 ordinò l’Operation Giant Lance: 18 B-52 carichi di bombe nucleari volarono verso lo spazio aereo sovietico senza preavviso. L’idea: spaventarli facendo sembrare che stesse per sganciare.
- 1972: Durante l’“Easter Offensive” del Vietnam del Nord, Nixon propose a Kissinger di usare “una bomba nucleare” contro obiettivi nel Vietnam del Nord invece di bombardare le dighe. Diceva che avrebbe fatto meno vittime civili ma più impatto psicologico. Kissinger e altri consiglieri si opposero e Nixon lasciò perdere, restando solo sulla minaccia implicita.
2. Non l’ha mai ordinata davvero
La “Madman Theory” = strategia del pazzo. Nixon diceva a Haldeman: “Voglio che credano che Nixon è ossessionato dal comunismo... ha la mano sul bottone nucleare... Ho Chi Minh sarà a Parigi tra 2 giorni a implorare pace”.
Era ricatto psicologico, non un ordine di attacco. I B-52 del ’69 non avevano l’ordine di sganciare, era solo “show of force”. Alla fine non convinse né sovietici né vietnamiti.
3. Non era la prima volta a pensarlo
Già nel 1954 da vicepresidente Nixon spinse Eisenhower a usare l’atomica a Dien Bien Phu, “Operation Vulture”. Eisenhower lo bloccò dicendo “Siete matti. Non possiamo usare quelle cose orribili contro gli asiatici per la seconda volta in 10 anni”.
Bottom line: Voleva? Sì, come opzione/ricatto. L’ha ordinata? No. I suoi stessi consiglieri lo fermarono e la minaccia nucleare non chiuse la guerra.
Fenix

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