PER “COMPRARE” LA BENEVOLENZA DI TRUMP, BISOGNA TRATTARLO COME UN RE – EMMANUEL MACRON HA ORGANIZZATO UN MAXI RICEVIMENTO PER IL TYCOON ALLA REGGIA DI VERSAILLES: SPERA COSÌ DI INTORTARLO E RIAVVICINARE LE DUE SPONDE DELL’ATLANTICO, DOPO MESI DI BULLISMO A STELLE E STRISCE – PER EVITARE INTOPPI DIPLOMATICI, IL G7 DI EVIAN NON AVRÀ UNA DICHIARAZIONE FINALE UNICA: NON ANCORA CONFERMATO IL BILATERALE TRUMP-ZELENSKY. E GIORGIA MELONI? L’EX CHEERLEADER DI TRUMP SPERA ANCORA DI RITAGLIARSI UN FACCIA A FACCIA CON IL GANGSTER DELLA CASA BIANCA...
IL SEGRETO PER AVERE L’ATTENZIONE DI TRUMP È TRATTARLO COME UN RE – EMMANUEL MACRON AVREBBE INVITATO IL PRESIDENTE AMERICANO A UNA CENA NELLA REGGIA DI VERSAILLES, DOPO IL G7 DI EVIAN IN CUI ANCORA NON È STATA CONFERMATA LA PRESENZA DEL CAPO DI STATO AMERICANO – IL TYCOON È COME UN BAMBINO VIZIATO: VUOLE ESSERE ACCONTENTATO IN OGNI SUO DESIDERIO E OSSESSIONE, E TRA QUESTE LA PIÙ GRANDE È QUELLA DI ESSERE EQUIPARATO A UN MONARCA (PER QUESTO HA GODUTO COSÌ TANTO QUANDO E' STATO INVITATO A LONDRA DA RE CARLO)
emmanuel macron donald trump foto lapresse
A CENA TRA GLI ORI DI VERSAILLES LA CARTA A SORPRESA DI MACRON PER L'ARMISTIZIO CON DONALD
Estratto dell’articolo di Anais Ginori per “la Repubblica”
Donald Trump ricevuto tra gli ori di Versailles per tentare di aprire una nuova fase nella relazione con gli europei. Il G7 di Evian si apre sotto il segno della diplomazia-spettacolo di Emmanuel Macron, che ha costruito il vertice come una doppia scena. Da una parte l'Hotel Royal, il grande resort tra lago e montagne dove da domani sera arriveranno i leader [...].
Dall'altra la Reggia di Versailles, scelta per offrire al presidente americano un momento conclusivo cucito su misura, nel tentativo di suggellare un riavvicinamento transatlantico dopo mesi di frizioni, mentre gli europei si dicono pronti a «prendere le proprie responsabilità» anche sulla riapertura dello stretto di Hormuz.
La tappa di Trump nella Reggia, mercoledì sera, è stata ufficializzata dalla Casa Bianca. L'occasione formale sono i 250 anni dell'indipendenza americana, in un luogo che l'Eliseo definisce «sacro» per l'amicizia franco-americana. È proprio a Versailles, ricorda, che nel 1783 fu firmato il trattato che sancì l'indipendenza degli Stati Uniti.
emmanuel macron e donald trump foto lapresse 1
Ma la scelta dice anche molto del metodo Macron. La Reggia era già stata usata all'inizio del suo primo mandato per ricevere Vladimir Putin, nel maggio 2017, pochi giorni dopo l'elezione all'Eliseo, quando voleva mostrarsi capace di parlare con Mosca. Nello stesso anno Trump era stato invitato a Parigi per la parata del 14 luglio, tra tribune militari sugli Champs-Élysées e cena al primo piano della Tour Eiffel.
Prima della cena, Trump dovrebbe visitare la Reggia e in particolare il Salone degli Specchi. La serata sarà accompagnata da uno spettacolo di luci e fontane nei giardini, oltre che da fuochi d'artificio. Un omaggio alla storia comune, ma anche un modo per trattenere il presidente americano dentro la cornice politica immaginata da Macron.
Il leader francese vorrebbe concretizzare un nuovo incontro tra Trump e Volodymyr Zelensky. I due parteciperanno a una riunione di lavoro sull'Ucraina, anche se al momento non è confermato un bilaterale formale. Anche Giorgia Meloni spera di riuscire a ritagliarsi un faccia a faccia con il presidente americano al momento non ancora in agenda.
Il Medio Oriente sarà l'altro grande dossier del summit. Molto dipenderà dall'esito dei negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran. Se un accordo sarà già stato firmato all'inizio del vertice, gli europei sono pronti ad applicare i loro piani di gestione della sicurezza nello stretto di Hormuz. La cena a Versailles potrebbe in qualche modo suggellare il riallineamento tra le due sponde dell'Atlantico.
Da Washington è arrivato intanto un segnale positivo per l'Eliseo. La Casa Bianca ha espresso un forte apprezzamento per la decisione, giudicata «intelligentissima e pertinente», di mettere al centro dell'agenda il tema degli squilibri commerciali. È un dossier molto caro a Trump, non solo per la questione dei dazi nei confronti degli europei, ma anche per le frizioni con la Cina.
Per evitare qualsiasi intoppo diplomatico, il G7 di Evian non avrà una dichiarazione finale unica. [...]



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