Quello che è successo a Firenze è assurdo, ma non ci stupisce. Il governo aveva il dovere di chiudere i reparti ormai invivibili di Sollicciano e invece ha fatto l'unica cosa che gli riesce davvero, decidere di non decidere. Così a sequestrarli ci ha dovuto pensare la magistratura, con il conseguente trasferimento di oltre 200 persone.
Sono anni che denunciamo la situazione di quell'istituto: 600 detenuti per poco più di 360 posti realmente disponibili, in condizioni tra le peggiori d'Italia, con un numero altissimo di persone che si sono tolte la vita.
Il problema è che i 9 milioni per riqualificarlo erano già stati stanziati e la progettazione aggiudicata a maggio. I soldi c'erano: il governo e il Ministero della Giustizia hanno scelto di non usarli. Chi ha lasciato marcire quel posto dovrebbe risponderne, invece di scaricarne il prezzo su chi viene trasferito e su chi in quelle sezioni lavora ogni giorno.
E c'è un aspetto che ci riguarda tutti: tenere delle persone in condizioni disumane viola direttamente l'articolo 27 della nostra Costituzione, secondo cui la pena non può mai calpestare la dignità umana. E su questo punto, a settembre, la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi. Se lo Stato viola le sue stesse regole sulla dignità dei detenuti, la pena che stanno scontando può ancora essere considerata legittima?
Ilaria Cucchi

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