Hanno chiesto a Papa Leone di dire la sua sulla remigrazione.
Sulla parola d’ordine che Roberto Vannacci ha messo al centro di Futuro Nazionale, il partito che promette di rispedire a casa milioni di stranieri al grido di “l’Italia agli italiani”.
E il Papa ha risposto così:
“La remigrazione? Ribadisco quello che ho detto alle Canarie, in merito al rispetto per la persona: molte volte non riconosciamo le ragioni per cui queste persone sono dovute andare via dai loro Paesi, violenza, guerra, conflitti. Semplicemente dire ‘li mandiamo via’, lavandocene le mani, come se non fosse un nostro problema, non mi sembra la risposta più cristiana”.
Rileggetela bene, quell’ultima riga. Perché a pronunciarla è il capo della Chiesa cattolica.
La stessa Chiesa che Vannacci e i suoi tirano in ballo a ogni comizio. Quelli delle radici cristiane, quelli che si ergono a custodi dei valori cristiani, ma solo quando conviene. Quelli che usano la religione come manganello contro gli altri.
E oggi i valori cristiani, quello veri, glieli ha spiegati il Papa in persona: lavarsene le mani è il gesto più anticristiano che esista.
Qualcuno avvisi Vannacci. E i vannacciani di ogni ordine, grado e miseria.

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