A 32 anni dalla scomparsa del leader dei Nirvana, una nuova bomba mediatica travolge la storia del rock. Uno studio pubblicato proprio in questi giorni sull'International Journal of Forensic Science mette seriamente in dubbio la versione ufficiale del 1994.
Un team di scienziati forensi, guidato dall'esperto Brian Burnett, sostiene che le prove sulla scena del crimine e i dati dell'autopsia indichino un omicidio e non un gesto volontario.
Ecco i punti chiave emersi:
Secondo la ricercatrice Michelle Wilkins, alcuni segni di necrosi nel cervello e nel fegato sono compatibili con un'overdose, ma non con una morte istantanea per arma da fuoco. La tesi è che Kurt sia stato "neutralizzato" con una dose massiccia prima dello sparo.
Scena "da film": Gli esperti descrivono una scena troppo perfetta per essere vera: le ricevute dell'arma e dei proiettili erano sistemate con cura nelle tasche, e i bossoli erano allineati in un modo che suggerisce una messinscena.
La Lettera d'addio: L'analisi ribadisce che solo la prima parte (dove Kurt parla di lasciare la musica) sarebbe autentica, mentre le ultime righe — le uniche che parlano di morte — sembrano aggiunte da un'altra mano.
Nonostante il clamore, la Polizia di Seattle e il medico legale della contea di King hanno dichiarato che, al momento, non ci sono prove sufficienti per riaprire ufficialmente il caso. Per lo Stato, resta un suicidio. Ma per i fan e i ricercatori, la battaglia per la verità è appena ricominciata.
Voi da che parte state? Credete ai nuovi dati scientifici o pensate che sia solo l'ennesimo tentativo di alimentare un mistero infinito?
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