Luca Gualandris Ops.
Considerazioni.
- la Rete ha un potere enorme. Come lo hanno pagine come questa. É un bene, é un male. É così e basta.
- Carlo Conti si é TERRORIZZATO di fronte alle critiche di mezzo mondo e gli ha detto “non puoi venire Pucci, trova una scusa e dì che é una scelta tua”. (Ipotesi 1)
- Pucci ha avuto un moto d’orgoglio e un rigurgito morale, e gli é pure presa paura per le critiche (che ci stavano e ci stanno) e le minacce e insulti (che sono reato). (Ipotesi 2)
- Pucci ha preferito giocare al martire (ora riempirà i teatri ancora più facilmente) che fare una figura di tolla sul palco dell’Ariston. (Ipotesi 3, che può convivere con la 2).
- nessuno gli avrebbe dato del “sessista omofobo razzista fascista eccetera”, se non avesse scritto (sui social) delle cose orrende e triviali contro troppi “avversari politici”.
A titolo personale, come ho scritto nei giorni scorsi e come ho più volte detto su YouTube (e pure ieri a Limone Piemonte: c’è il video), non ho mai chiesto o sperato nella sua cacciata da Sanremo. Ma figuriamoci! La censura la chiedono quelli che piacciono a Pucci, non certo io. La censura la chiedevano a me quando feci Sanremo (2018) e quando lavoravo in Rai (renziani e meloniani in testa).
La censura la chiedono gli eroi di Pucci: io no. Per me a Sanremo lui doveva esserci, perché scelto legittimamente dal direttore artistico. Una scelta artisticamente folle (per me), ma lecita.
Il punto per me era e resta un altro, ovvero che Pucci é un comico di livello artisticamente rasoterra, e questa decisione (che lo renderà ancora più “martire eroe” agli occhi del suo pubblico) non cambia né sposta nulla.
Ci sarà semplicemente un artista di livello bassino in meno sul palco sempre più svilito dell’Ariston.
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