"Papà era triste, forse, perché aveva vissuto una vita orribile che gli si era riflettuta addosso.
Ha sofferto molto per la sua cecità.
Ha sofferto ma è stato sempre generoso.
Ricordo che amava stare da solo, diceva di andare nel pensatoio a pensare.
Papà poi era molto buono, molto generoso.
Andava di notte, per non farsi vedere, nei bassi di Napoli a lasciare soldi sotto le porte delle case.
“A Livella” l’ha scritta quando stava nelle catacombe. E’ la verità.
Lui dice quello che è la verità “Insomma, che vogliamo fare: morte si tu e morte so io".
Napoli è una città straordinaria, dopo la sua morte mi sono successe delle cose stupende, come quando la gente mi fermava per strada e mi diceva: siete grande come vostro padre."
Foto dal web
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