NEGLI EPSTEIN FILES C’E’ ANCHE IL NOME DI GIUSEPPE CONTE – LE EMAIL DESECRETATE MOSTRANO I CONTATTI TRA STEVE BANNON E IL FINANZIERE PEDOFILO SUGLI INCONTRI DI ”GIUSEPPI” CON TRUMP – NEL 2018-2019 LO STRATEGA DEL MONDO “MAGA” CERCAVA DI COSTRUIRE UNA RETE DI DESTRA IN EUROPA E AVEVA GLI OCCHI SUL TANDEM CONTE-SALVINI - LE OMBRE RUSSE SU EPSTEIN: DAI FILES EMERGONO NON SOLO I SUOI RIPETUTI TENTATIVI, NELL'ARCO DI PIÙ ANNI, DI OTTENERE UN INCONTRO CON PUTIN, MA ANCHE I SUOI RAPPORTI CON ALTI FUNZIONARI RUSSI E FIGURE DI SPICCO DEL MONDO IMPRENDITORIALE: DALL'OLIGARCA OLEG DERIPASKA ALL'ALLORA AMBASCIATORE RUSSO A WASHINGTON, VITALY CHURKIN, SINO A MARIA DROKOVA, EX LEADER DI UN MOVIMENTO GIOVANILE FILO CREMLINO (DI CUI EPSTEIN SI AVVALSE PER MIGLIORARE LA PROPRIA IMMAGINE PUBBLICA) – L’AMICIZIA DI EPSTEIN CON SERGEY BELYAKOV, FUNZIONARIO LEGATO ALL'INTELLIGENCE RUSSA, CUI CHIESE AIUTO DOPO AVER AFFERMATO CHE UNA DONNA DI MOSCA STAVA RICATTANDO “POTENTI UOMINI D'AFFARI” A NEW YORK…
Articolo di https://www.lastampa.it/
Anche il nome dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte compare nell'Epstein Library, cioè tra i documenti desecretati e pubblicati dal Dipartimento di Giustizia del governo federale Usa nell'ambito del caso Epstein. Sono per lo più email scritte ad Epstein (prima del suo secondo arresto nel 2019) da Steve Bannon (stratega della Casa Bianca durante il primo mandato di Trump, e non solo) che tentava di tessere un network di destra in Europa, già durante il Conte 1 a pochi giorni dal primo incarico al premier italiano (1 giugno 2018).
In ordine cronologico si legge: 10 giugno 2018 - ore 12.23 Steve Bannon invia un messaggio a jeevacation@..., uno degli indirizzi email di Jeffrey Edward Epstein, con oggetto "Trump promises to host italian prime minister Giuseppe Conte at White House to honor him" (tradotto: 'Trump promette di ospitare alla Casa bianca il primo ministro Giuseppe Conte per rendergli onore'). E nel testo Bannon scrive: "It begins" (traduzione 'Si parte').
STEVE BANNON E JEFFREY EPSTEIN SI SCAMBIANO EMAIL SU GIUSEPPE CONTE
Sempre il 10 giugno 2018 - ore 12.35 - Steve Bannon riscrive a Epstein nella catena della precedente email avente lo stesso oggetto il seguente testo: "Putin in Vienna. Your Guy setting up and hosting", tradotto 'Putin è a Vienna, il tuo tipo sta organizzando l'ospitalità'. Epstein stavolta risponde: «Good work», cioè 'ottimo lavoro'.
In quei giorni il presidente russo fece un'apparizione davvero inconsueta al matrimonio della ministra degli Esteri austriaca Karin Kneissl, ballando con lei al ricevimento. La sua presenza scatenò polemiche per i rapporti con Mosca dei partiti di destra austriaci, tanto che Kneissl dovette giustificarsi parlando di visita «a titolo personale».
In quei mesi Bannon stava mettendo a punto il suo progetto di una "internazionale sovranista" che avrebbe dovuto avere il centro in Italia, nell'abbazia di Trisulti, e la nascita del governo giallo-verde era un primo, fondamentale, tassello. Alcune delle email scambiate con Epstein riguardano anche Matteo Salvini, all'epoca vicepremier e leader del secondo partito nella coalizione.
Il primo agosto 2018 alle 13.34 Richard Khan (il contabile di Jeffrey Epstein incaricato dei pagamenti) invia ad Epstein una email avente ad oggetto: "Trump urges attorney general sessions to stop Mueller probe 'right now'", tradotto 'Trump esorta il procuratore generale Sessions a fermare immediatamente l'indagine di Mueller' con nel testo il relativo articolo in cui si legge in didascalia "President Donald Trump speaks during a joint news conference with Italy's Prime Minister Giuseppe Conte in the East Room of the White House in Washington - July 30, 2018", tradotto 'Il presidente Trump parla durante una conferenza congiunta con il primo ministro italiano Giuseppe Conte nella stanza est della Casa Bianca a Washington', datato 30 luglio 2018 articolo.
Il riferimento era alla prima visita ufficiale italiana alla Casa Bianca e all'inchiesta guidata dal procuratore speciale Robert Mueller (conosciuta come "Russiagate") conclusasi nel marzo 2019 dopo due anni di indagini.
Si allunga poi l'ombra russa su Epstein. Dalla pubblicazione dell'ultima tranche di file da parte del Dipartimento di Giustizia Usa emergono non solo i suoi ripetuti tentativi, nell'arco di più anni, di ottenere un incontro con Vladimir Putin, ma anche i suoi rapporti con alti funzionari russi e figure di spicco del mondo imprenditoriale: dall'oligarca Oleg Deripaska all'allora ambasciatore russo a Washington, Vitaly Churkin, sino a Maria Drokova, ex leader di un movimento giovanile filo Cremlino, un tempo insignita di una medaglia da Putin, di cui Epstein si avvalse per migliorare la propria immagine pubblica.
Spicca però l'amicizia con un funzionario legato al mondo dell'intelligence russa, cui chiese aiuto dopo aver affermato che una donna di Mosca stava ricattando «potenti uomini d'affari» a New York. I nuovi documenti mostrano che dal maggio 2014 fino al 2018 Sergey Belyakov, un alto funzionario russo, diplomato all'Accademia del Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb), coltivò una stretta relazione con Epstein.




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