Buonanotte a chi è ancora sveglio e a chi sta per lasciare andare i pensieri della giornata.
Gennaio si chiude questa sera, portando con sé il tempo degli inizi, dei propositi sussurrati e delle promesse fatte soprattutto a se stessi. Domani inizia febbraio, un mese breve e raccolto, che non ha bisogno di clamore: osserva, custodisce, prepara.
Nel Giappone di oggi febbraio è chiamato 二月, ni-gatsu:
ni (二) significa “due” e gatsu (月) “mese”. È la denominazione del calendario moderno, lineare e ordinato, che scandisce il tempo con chiarezza.
Accanto a questo nome ne esiste però uno più antico e suggestivo: 如月, Kisaragi.
Secondo un’interpretazione tradizionale, Kisaragi può essere letto come “mese migliore”, alludendo a un tempo favorevole, silenziosamente promettente.
Un’altra etimologia lo collega alla forma 衣更着, Kinusaragi, cioè “cambio dei vestiti” o “rivestirsi di nuovo”: il freddo è ancora presente e richiede strati aggiuntivi, ma allo stesso tempo il corpo e lo spirito si preparano a un passaggio.
Kisaragi è dunque il mese dell’inverno che resiste e della trasformazione invisibile. Nulla sembra accadere, eppure sotto la superficie qualcosa sta già cambiando.
Questa notte è una soglia.
Lasciamo riposare gennaio e attraversiamo con calma l’ingresso di ni-gatsu, concedendoci silenzio, respiro e sonno profondo.
Buonanotte e sogni d’oro.
おやすみなさい、良い夢を。
– Hisao 2026
P.S. Da domani, dopo un breve periodo di vacanza, a dare il buongiorno e la buonanotte tornerà anche Yuki.
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