lunedì 2 febbraio 2026

Ed ecco a voi il Jean Cojon cubano

  



 Christian “El Oski” De La Rosa, cubano arrivato negli Stati Uniti nel 2019 e diventato podcaster a Miami è un convinto fan di Donald Trump, tanto che  ha deciso di tatuarsi il suo faccione  sul collo, tre sedute, ore sotto l' ago, amore immutabile. 


Peccato che  questa  non sia una telenovela a lieto fine.


El Oski è entrato da confine meridionale illegalmente e ha ricevuto un documento chiamato I‑220A, che gli ha permesso di permanere negli Stati Uniti mentre il suo caso migratorio veniva valutato. 


Il problema è che il governo federale non considera questo documento una certezza di regolarizzazione.


E qui si entra nel paradosso americano: la famosa Cuban Adjustment Act (CAA), la legge del 1966 che, per oltre mezzo secolo,  offriva ai cubani un percorso più semplice per ottenere la residenza permanente, funziona solo per chi è entrato legalmente e soddisfa certi requisiti. 


Negli anni ’90 e fino al 2017 c’è stata anche la politica “wet feet, dry feet”, secondo cui chi raggiungeva terra poteva restare e poi regolarizzarsi; quella politica oggi non esiste più, e senza un ingresso riconosciuto legalmente, la strada verso un green card è sbarrata. 


Risultato? El Oski, che nel suo podcast ha sempre detto di essere trumpiano convinto e che si aspettava che Trump “lo aiutasse” a legalizzarsi,  si ritrova in un limbo legale e teme la deportazione, proprio mentre un’ondata di cubani con situazioni simili è sotto pressione per controlli più duri e possibili espulsioni. 


E il bello (o il tragico)? Lui non si pente del tatuaggio e continua a sperare che tutto si risolva bene.

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