Quello che togliamo pesa più di ciò che aggiungiamo
「色即是空、空即是色」
Shiki soku ze kū, kū soku ze shiki.
"La forma è vuoto, il vuoto è forma."
— Sutra del Cuore, testo sacro del Buddhismo Mahayana
Nella stanza del tè, accanto al bollitore, c'è sempre un vaso con un solo ramo. Non un mazzo. Non un'abbondanza. Un solo gesto inclinato verso l'ombra, che trattiene l'aria come una promessa.
Questo è l'Ikebana (生け花), la Via del Fiore. Nata nel VI secolo come offerta buddhista agli altari, divenne arte nel silenzio delle stanze da tè del XV secolo. Non decorazione: disciplina del togliere. Il maestro non chiede: "Cosa aggiungiamo?" Chiede: "Cosa possiamo togliere, finché il ramo regge da solo?"
Il Sutra del Cuore lo sapeva già: forma e vuoto non sono opposti. Sono la stessa verità vista da due porte. Nello Ikebana, il ramo sostiene ciò che non c'è. Il Ma (間) — lo spazio che respira — rende visibile l'invisibile. La forma trattiene l'assenza, e nell'assenza la forma trova il suo cuore.
Per noi occidentali, abituati a riempire — gli armadi, le agende, i silenzi — questa è una vertigine: la bellezza nasce dalla resistenza del vuoto. Quando togli una foglia, il ramo cambia direzione. Quando ne togli un'altra, parla. Quando arrivi all'essenziale, il fiore non è più oggetto: è presenza.
Oggi, 6 febbraio, il Giappone celebra due verità della forma che trattiene: il Nori no Hi (Giornata del Nori), dove l'alga marina viene essiccata in foglie perfette dal 702 d.C., e l'inizio del Nagasaki Lantern Festival, dove migliaia di lanterne trattengono la luce nelle forme tradizionali. Dal mare alla festa, dal tempio alla casa: un filo sottile unisce questi gesti antichi alla nostra ricerca di armonia.
E tu, quando hai osservato per l'ultima volta una forma semplice che trattiene un momento di bellezza nella tua vita?
💡 Tre spunti da portare con te oggi:
1. Togli per vedere — Scegli un angolo della tua casa o della tua giornata. Rimuovi qualcosa. Non per minimalismo estetico, ma per scoprire cosa regge da solo, nel vuoto.
2. Struttura la tua agenda come un Ikebana — Essenziale, armonioso. Trattieni solo ciò che nutre lo spirito. Lascia che il Ma respiri tra un impegno e l'altro.
3. Pratica l'ascolto che trattiene — In un'interazione quotidiana, crea una forma di connessione che vada oltre le parole. Il silenzio, disposto con cura, è composizione.
梅が香に のっと日の出る 山路哉
Ume ga ka ni notto hi no deru yamaji kana.
"Profumo di prugno in fiore... ecco, spunta il sole sul sentiero di montagna."
— Yosa Buson (1716–1784)
BONUS — Il ramo storto e la perfezione
L'Ikebana preferisce i rami storti a quelli dritti. L'imperfezione è dialogo con la natura. Il fiore appassito, lasciato: la transitorietà è parte della composizione. La scuola Ikenobō, fondata nel XV secolo dal monaco Senkei presso il tempio Rokkakudo a Kyoto, tuttora insegna che ogni arrangiamento contempla il ciclo di nascita, crescita e declino. Non si tratta di fermare il tempo, ma di trattenerne l'essenza fugace in una forma che onora il vuoto.
Che la forma della tua giornata trattenga la pace interiore, come un ramo che sa reggere il silenzio. 🌸🎋⛩️🍵
Buon venerdì, artista del togliere.
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