Il legame tra Kurt Cobain e David Bowie non si è mai consumato in una stanza o in uno studio di registrazione, ma attraverso il solco di un disco che ha attraversato due decenni. Per Cobain, Bowie non era solo un’icona del glam, ma una figura enigmatica che rappresentava l'outsider perfetto. Nonostante le loro radici fossero distanti — la Londra teatrale degli anni Settanta contro la Seattle sporca e nichilista degli anni Novanta — Kurt vedeva in David la prova che si poteva essere alieni e, allo stesso tempo, dominare il mondo.
Il punto di contatto definitivo avvenne durante il celebre MTV Unplugged del 1993. Cobain scelse di reinterpretare The Man Who Sold the World, un brano che Bowie aveva pubblicato nel 1970. Kurt non cercò di imitare l'originale; ne estrasse l'angoscia, trasformando il pezzo in una ballata spettrale che sembrava scritta apposta per il suo tormento interiore. La chitarra acustica graffiata e la voce incrinata di Cobain diedero alla canzone una seconda vita, tanto che molti giovani fan dell'epoca credettero erroneamente che fosse un pezzo originale dei Nirvana.
Bowie rimase profondamente colpito da quella versione. Raccontò in seguito di essere rimasto "sbalordito" quando sentì Kurt cantare il suo pezzo, descrivendolo come un momento di pura onestà artistica. Tuttavia, David ricordava con un pizzico di ironia che, dopo quell'esibizione, i ragazzini si avvicinavano a lui dopo i suoi concerti dicendogli: "È fantastico che tu faccia una cover dei Nirvana!". Invece di offendersi, Bowie apprezzava il fatto che la sua musica fosse stata tramandata a una nuova generazione attraverso la lente distorta di Cobain.
Purtroppo, i due non riuscirono mai a incontrarsi di persona per collaborare. Dopo la morte di Kurt nel 1994, Bowie espresse il profondo rammarico di non aver potuto parlare con lui, dichiarando che avrebbe voluto "scuotergli il cervello" e capire meglio quella malinconia che li univa. Resta il fatto che, attraverso quella cover, Cobain ha regalato a Bowie una nuova immortalità, e Bowie ha fornito a Cobain il linguaggio per esprimere la sua sensazione di non appartenere a questo pianeta.

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